Il 4 maggio del Grande Torino nell’anno dello stadio dedicato agli Invincibili

Appuntamento a Superga: per il 67° anniversario della tragedia, il primo senza don Aldo Rabino. Un appuntamento di popolo, quello granata, che non dimentica le 31 vittime dello schianto del 4 maggio 1949. Sono gli uomini del Grande Torino, passati alla storia come gli “Invincibili”. Alle 17, ora esatta dell’incidente, nella Basilica viene celebrata la messa: sull’altare il 44enne don Riccardo Robella, viceparroco di Nichelino, cresciuto sotto l’egida dello storico cappellano don Aldo, morto ad agosto. Un padre spirituale per una comunità, quella dei tifosi del Toro, unita da valori che superano i semplici contenuti sportivi. La commemorazione continuerà con la consueta lettura da parte del capitano Kamil Glik dei nomi dei 31 caduti.

Ma il ricordo, quest’anno, assume nuovi significati: per la prima volta, a 40 anni dalla conquista dell’ultimo scudetto, la Mole Antonelliana si colorerà di granata a ricordo del Grande Torino, la squadra capace di vincere cinque campionati di fila negli anni Quaranta. A loro è stato già intitolato lo stadio Olimpico, attuale casa della squadra di Giampiero Ventura, in attesa di un ritorno al Filadelfia, dove giocavano gli “Invincibili”: l’obiettivo è giungere alla riapertura dello storico impianto nel giro di due o tre anni, una cittadella dello sport che ospiterà gli allenamenti dei granata e le partite delle giovanili. A chiederlo è tutta la tifoseria ma, in particolare, la “Fondazione Stadio Filadelfia”. L’iniziativa sarà rilanciata domenica 8 maggio alle 14.30 nel “Museo del Grande Torino” di Grugliasco in occasione della “Merenda al Museo”, un evento voluto dagli studenti del Majorana-Marro di Moncalieri. Musica, cibo e giochi per un lungo prepartita, in vista dell’ultimo impegno casalingo del Torino contro il Napoli alle 20.45.

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