“Il Captagon non toglie la paura”. Intervista al prof. Appendino

Il Captagon, o “droga del jihadista”, com’è stata definita, non elimina la paura di morire in nome della fede. Ne è sicuro Giovanni Battista Appendino, professore di Chimica Organica dell’Università del Piemonte Orientale: “L’effetto del Captagon è semmai un aumento della resistenza alla fatica, che però è determinato dal metabolismo di chi lo assume”.

Pochi giorni dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre, si è diffusa la notizia del ritrovamento, da parte degli inquirenti francesi, di un “covo” jihadista: la stanza di un albergo di Alfortville, alle porte della città, dove si sarebbe rifugiato Salah Abdeslam. Lì, accanto a resti di pizza e madeleine al cioccolato, sono state rinvenute siringhe, oltre ad aghi corti e lacci. Nelle siringhe, tracce di Captagon. Ma cos’è esattamente la “droga del jihadista”? Ed è vero che veniva usata nel trattamento dei bambini affetti dalla sindrome da deficit dell’attenzione?

“Si tratta di un composto che l’organismo trasforma in amfetamina e teofillina, due sostanze stimolanti. Quando dico che non c’è nulla di particolare che faccia pensare a un’azione sulla paura, mi riferisco proprio all’uso che se ne faceva in medicina. In effetti il Captagon si adoperava per curare i bambini affetti da ADHD, perché è molto più blando delle amfetamine classiche, che ancora oggi sono il trattamento d’elezione per la sindrome. Nel tempo è stato soppiantato da altre sostanze, la cui azione non dipende dal metabolismo individuale. La capacità di generare amfetamina dal Captagon, infatti, deriva dalla genetica e dall’eventuale assunzione congiunta di altre sostanze che stimolino il metabolismo.”

- Si è parlato di assunzione combinata di Captagon e caffeina da parte dei jihadisti…

“Sì, la caffeina potrebbe stimolare il metabolismo in questo senso. Ho letto che i terroristi ingeriscono il Captagon assieme a dosi molto alte di caffeina. L’associazione con la marijuana, invece, di cui si è parlato, mi sembra controproducente dal punto di vista dell’aggressività e della buona riuscita della “performance”, visto che, di fatto, ‘rincretinisce’.”

-È vero che il Captagon fu usato da alcuni calciatori durante i Mondiali del 1954 per migliorare le prestazioni? Si può definire un “prodotto dopante”?

“Sì, è noto che le amfetamine sono state e sono tuttora usate dagli sportivi per aumentare la resistenza alla fatica. C’è da dire che il Captagon può migliorare le performance in sport ripetitivi e faticosi, come il ciclismo, ma tende a peggiorarle in sport che richiedono concentrazione e coordinazione, come il tennis o il calcio.”

- Qual è la sua posizione in merito all’uso di Captagon da parte dell’Isis? È noto che sono state usate droghe anche in altri conflitti, ma questo è un conflitto peculiare. Tra i terroristi islamici è invalsa la pratica di farsi esplodere. Pratica adoperata, in situazioni limite, anche negli addestramenti militari di altri eserciti. Il terrorista dell’Isis, però, spesso colpisce civili attraverso missioni suicide “in nome della fede”…

Giovanni Battista Appendino, prof. di Chimica Organica

“Le amfetamine sono state molto usate nella Seconda Guerra Mondiale e i loro effetti sulle prestazioni belliche sono stati ben studiati. I tedeschi, nei soli tre mesi della Guerra Lampo, ingerirono 35 milioni di compresse di metamfetamina. Ed è stato calcolato che gli Alleati consumarono oltre 300 milioni di dosi di amfetamina. I tedeschi le abbandonarono presto, però, per via dei loro effetti acuti (riduzione delle prestazioni in compiti complessi, eccesso di auto-valutazione) e cronici (dipendenza, schizofrenia). Gli Alleati le usarono più a lungo, arrivando alla fine alle stesse conclusioni dei tedeschi, cioè che l’utilizzo sistematico di amfetamine è, nel migliore dei casi, inutile dal punto di vista della riduzione della fatica da combattimento. Sono state usate, anche se non in modo sistematico, anche in altre guerre (Corea, Vietnam) per aumentare la determinazione. Per quanto riguarda i kamikaze, in Giappone erano imbottiti di compresse, ma si trattava di amfetamine vere e proprie, non di Captagon, che è decisamente più leggero.”

- Quindi, quanta parte ha l’utilizzo del Captagon nella decisione di uccidersi? Per quanto forte possa essere l’indottrinamento di un terrorista, è sufficiente una fede religiosa cieca per dimenticare l’istinto alla sopravvivenza o il Captagon “aiuta”?

“Il Captagon, da solo, è un composto ricreazionale più che performante. Non basta a spingere ad azioni inconsulte o al suicidio. È importante ricordare, però, che molti composti sono adulterati. Nel prodotto che va per la maggiore in Medio Oriente potrebbe esserci qualche altra sostanza, come ad esempio amfetamine vere e proprie. In ogni caso, il Captagon non elimina l’istinto alla vita, visto che è stato usato per curare i bambini fino agli anni Ottanta.”

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