Il Cus festeggia 70 anni guardando al futuro, la sua storia in una timeline

“È un momento storico per il Cus e per Torino: l’arcivescovo Cesare Nosiglia incontrerà i nostri atleti e allenatori per un colloquio sull’importanza di fare attività sportiva”, così il presidente del Centro Universitario Sportivo Riccardo D’Elicio presenta l’appuntamento di questa sera, 21 gennaio, alle 18 in via Braccini.

Il Cus compie 70 anni e per festeggiare questa data sono tanti i progetti e le iniziative promosse, prima fra tutte la riqualificazione degli impianti sportivi. “Non ci sono abbastanza fondi per costruire nuove strutture, ma possiamo e dobbiamo rimodernare quelle esistenti – spiega D’Elicio -. Sono edifici costruiti 40 anni fa quando la città aveva sensibilità diverse, oggi il servizio sport è, invece, al centro delle esigenze degli studenti universitari”.

Tra le più importanti manifestazioni organizzate dal Cus negli anni si ricordano i Campionati Nazionali Universitari nel 1948 e nel 1961, quando alla guida c’era Primo Nebiolo, lo storico presidente che coordinò le attività del Centro fino alla morte nel 1999. Sono stati solo in due a dirigere il Cus dal 1946 a oggi: Nebiolo e D’Elicio, ma tanti gli atleti di fama mondiale che l’Ente può vantare e che si sono distinti in molteplici discipline. Tra gli altri si ricordano i grandi campioni di atletica Livio Berruti, già oro olimpico nel 1960 e primo atleta del Cus a vincere un campionato italiano, e Fabio Ossola, figlio dell’ex giocatore del Grande Torino.

“Il nostro obiettivo è di guardare alla Torino del 2025 – assicura D’Elicio -. Dobbiamo pensare che tra 10 anni gli studenti universitari passeranno dai 100 mila attuali a 130 mila, di cui una buona parte stranieri. ‘Dove posso fare sport?’ è una delle prime domande che si pone un giovane appena trasferitosi a Torino”.

Per il presidente del Cus la città deve diventare un campus a cielo aperto così che chi abita a Mirafiori non debba andare fino a Grugliasco per giocare a calcio o chi vive in Barriera di Milano non debba recarsi in via Panetti per fare dell’attività fisica. “Il mio sogno è creare una polisportiva nel parcheggio del Politecnico – annuncia D’Elicio -, con corsi di yoga, ballo, pilates e arti marziali, per ospitare e aggregare centinaia di giovani. Insomma, se prima eravamo solo quelli che facevano “sudare”, oggi siamo tra coloro che formano ed educano i ragazzi”.

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