Il derby della Mole visto da due ex d’eccezione

“Sarà finalmente un grande derby”, “E’ l’occasione giusta per fargli la festa”: così Stefano Tacconi e Pasquale Bruno hanno definito la stracittadina tra Juventus e Torino in programma allo Stadium domenica alle 18. La classifica dice che non dovrebbe esserci partita, ma i granata allenati da Ventura arrivano lanciatissimi e i bianconeri devono fare i conti con un calendario fitto di appuntamenti. Due ex d’eccezione, avversari in campo nei primi anni novanta, ci raccontano il derby dal loro punto di vista.

Il Torino fa paura?

Stefano Tacconi:«I bianconeri sono talmente superiori in Italia che saranno i granata a scendere in campo intimoriti. Gli uomini di Ventura faticheranno tantissimo a contrastare lo strapotere della Juve in tutte le zone del campo. Nonostante questo, finalmente assisteremo a un bel derby».

Pasquale Bruno: «Lo diciamo da tanti anni, ma puntualmente non succede mai. Certamente i granata non hanno nulla da perdere e possono affrontare la partita senza paura».

Chi può essere l’uomo decisivo per entrambe le squadre?

S.T: «Il Torino ha i suoi punti di forza in attacco. Cerci e Immobile sono al loro apice dal punto di vista fisico e psicologico e possono creare qualche problema ai difensori avversari grazie alla loro velocità. La forza della Juventus è sicuramente nel collettivo: difesa, centrocampo e attacco hanno, ormai, una grande intesa e solidità che li rende quasi imbattibili. La partita potrebbe decidersi a metà campo dove i bianconeri hanno più qualità».

P.B: «Per il Toro Cerci rappresenta una vera e propria garanzia. Per la Juventus dico Tevez. Sicuramente gli attacchi potranno essere decisivi ai fini del risultato, ma magari la partita potrebbe essere decisa da un gol di un difensore».

Di quelli che ha giocato, qual è stato il miglior derby e quale il peggiore?

S.T: «Ne ho giocati e vinti talmente tanti che non riesco a sceglierne uno. Quello che, invece, rappresenta una piccola ferita risale alla stagione ’84-’85: vincevamo 1-0 grazie a Platini, ma prima Francini a inizio del secondo tempo e poi Serena al 90’ ribaltarono il risultato. Fu una vera e propria beffa e, all’epoca, la delusione fu tanta».

P.B: «Ricordo con piacere il doppio confronto della Coppa Italia ’92-’93. Due pareggi (1-1 e 2-2, ndr) che ci hanno permesso di andare a giocare e vincere la finale dell’Olimpico contro la Roma. In quell’anno in campionato, però, un’autorete di Venturin consegnò la vittoria ai bianconeri al 93’: quello è sicuramente il ricordo più amaro».

Al netto delle potenzialità e degli obiettivi, chi sta facendo meglio in panchina?

S.T: «Conte sta facendo un lavoro incredibile. Sta conducendo la squadra al terzo scudetto di fila e fallisce raramente gli appuntamenti importanti. Anche Ventura sta facendo un grandissimo lavoro che potrebbe riportare I granata in Europa dopo tanti anni».

P.B: «Conte paga l’eliminazione in Champions già ai gironi, però arriva da due annate straordinarie ed è destinato a ripetersi anche in questa stagione. Ventura, invece, è l’esempio di come paghi dare tempo e fiducia a un tecnico. La città di Torino può vantare due dei migliori allenatori della Serie A».

Qual è il suo pronostico?

S.T: «Dico Juventus perché la forza della sua rosa è troppo superiore rispetto a quella dei granata, ma sono sicuro che sarà comunque una bellissima partita».

P.B: «Giocando in trasferta, anche se il Torino ha tutto da guadagnare, direi un pareggio».

(Ulteriori approfondimenti nel nostro nuovo numero in pdf di Futura online questo pomeriggio)

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