La giornata alla Reggia con Roberta Vinci e Fiorello

Quattordici anni, ma con le idee già molto chiare. La prima digital champion a salire sul palco dell’Italian Digital Day alla Reggia di Venaria è stata l’alessandrina Valeria Cagnino, la più giovane: “Nel mondo c’è un gap tecnologico enorme, non solo tra i vari Paesi. Voglio l’innovazione in tutti i settori, anche a scuola: dovrebbe essere la più tecnologicamente avanzata della società, invece è una delle più arretrate. Voglio una scuola che renda felici i suoi studenti”. Tanti gli applausi in sala, anche se la standing ovation della giornata è stata riservata a Roberta Vinci. Per lei – finalista del torneo tennistico Us Open insieme a Flavia Pennetta – Matteo Renzi era volato a New York lo scorso settembre. Due mesi dopo è la Vinci a ricambiare il sostegno. “Non ci sono partite impossibili – dice ricordando la semifinale dello Us Open vinta contro la più quotata Serena Williams – bisogna dare il meglio e provarci fino alla fine”. Un assist per Riccardo Luna, giornalista italiano referente per la politica dell’Agenda Digitale Europea: “Serve la stessa determinazione messa in campo da Roberta per realizzare la rivoluzione digitale”.
Simpatico l’intervento del comico siciliano Fiorello, che non potendo essere presente fisicamente ha inviato un video-saluto particolare: ha infatti cambiato i ritornelli di famose canzoni italiane in ottica social network, citando quindi Facebook, Twitter, YouTube e WhatsApp. Decisamente più profonde, ma altrettanto apprezzate, le parole dello scrittore Alessandro Baricco: “La rivoluzione digitale è un terremoto sociale e politico che cambia gli equilibri. Qui ci siamo noi, ma è solo un bar affollato. Fuori c’è il mondo, ci sono le persone che saranno sostituite da un clic. Bisogna ricordarselo”.
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