Il maestro di boxe Zingariello: “I miei ragazzi studiano Clay su Youtube”

“Ricordo con piacere la volta in cui incontrai Muhammad Ali: era il 1979 e il più grande boxeur di sempre era ospite ad una riunione pugilistica a Saint-Vincent. Ero emozionato come un ragazzino quando gli chiesi una dedica”, Salvatore Zingariello, l’unico maestro benemerito piemontese, grazie ai titoli nazionali conquistati dai suoi allievi della storica palestra di boxe ‘Ilio Baroni’ di Torino, è commosso quando parla di Cassius Clay.

“L’ho sempre ammirato, è stato l’emblema dei pesi massimi – sottolinea Zingariello –. Aveva un movimento di braccia e gambe impressionante”. Per chi, come lui, l’ha visto dal vivo, la scomparsa del campione di Louisville è una perdita ancor più grande: “Sarà impossibile da dimenticare, ha segnato un’epoca”.

I giovani che si avvicinano alla boxe, probabilmente, ricordano con più facilità i match di Mike Tyson, ma anche grazie a youtube e a vecchi video “molti di loro vanno a rivedersi le gesta di Ali”.

E proprio le nuove tecnologie, secondo il maestro, rendono il suo lavoro più difficile rispetto agli inizi di carriera. “Insegno alla Baroni dal 1975 e in 41 anni le cose sono molto cambiate. Quando dico a uno dei ragazzi chi sarà il suo sfidante, corre su internet a cercare informazioni sull’avversario. Prima non era così, anzi, i combattenti si sfidavano alla cieca. Questo fa sì che oltre ad allenarlo per l’incontro, io debba essere anche uno psicologo: non tutti reagiscono allo stesso modo e con ognuno di loro si deve costruire un determinato rapporto. Quando si entra alla ‘Baroni’ ancora prima dei fondamentali della boxe si imparano concetti come serietà e rispetto. La palestra è sempre piena e vengono persone di ogni tipo. Nel corso degli anni sono passati numerosi campioni, ben 18 nella categoria élite. L’ultimo in ordine di tempo è Marco Siciliano che è diventato campione italiano dei pesi leggeri”.

In seguito alla scomparsa di Mohammad Ali in Italia si è tornati a discutere del ruolo della boxe, su come e quanto sia praticata da noi.

“Sento parlare di crisi di questo sport – conclude Salvatore -, ma non sono d’accordo. A livello regionale la boxe è molto sentita e chiunque si iscriva ad una palestra sa che non può venire a perder tempo. Una cosa la metto in chiaro fin da subito: qui si suda e non si viene a fare fitness. In generale dei miei ragazzi non mi posso proprio lamentare: mi hanno regalato molte gioie e sanno che il lavoro alla fine paga”.

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