Il medioevo dei lavoratori Voicity

Uno striscione dei lavoratori Voicity in lotta

Uno striscione dei lavoratori Voicity in lotta

VoiCity ex Omnia Network come Agile ex Eutelia? Il paragone viene spontaneo. Si tratta di un altro piccolo tassello di quel capitalismo all’italiana che tanti danni ha fatto (e continua a fare) nel paese delle impunità. Voicity, che fino a qualche mese fa si chiamava Alba Rental, e prima ancora Omnia Network, è stato il primo call center a essere quotato in Borsa. Un primato cui hanno fatto seguito solo pasticci tutti italiani.

La vicenda è nota. Venduta nei primi mesi del 2009 a una società veicolo, l’Alba Rental, (a un prezzo molto più elevato rispetto alle quotazioni di mercato), e gravida di debiti (quasi 29 milioni di euro), l’azienda resta inizialmente e paradossalmente in mano alla stessa identica persona: Alessandro Gilli, azionista e amministratore di Omnia Network e presidente di Alba Rental. Strane coincidenze.

Trenta giorni dopo l’ “oneroso” acquisto, Alba cede i call center Omnia a Voicity, società controllata al 70% dal fondo lussemburghese East Investment. L’amministratore unico ovviamente non potrà che essere un certo Alessandro Gilli. Proprio lui. Un imprenditore con il dono dell’ubiquità.

I lavoratori ex Omnia sono così diventati creditori di una nuova proprietà e si ritrovano senza stipendio – esattamente come i dipendenti Agile ex Eutelia – da novembre 2009. E in comune con loro hanno anche qualcos’altro: seduto nel consiglio di amministrazione di Omnia Network, da marzo a agosto 2009, c’era Sebastiano Liori, il titolare di Omega.

Ma inspiegabilmente Liori ha presto rassegnato le sue dimissioni, e a settembre Omnia ha appunto creato Voicity in cui scaricare 2300 dipendenti e oltre 100 milioni di debiti. Esattamente la stessa vicenda che ha coinvolto Agile ex Eutelia (2000 dipendenti, 138 a Torino) e Phonemedia (7000 dipendenti, 900 in Piemonte).

Una lettera di pochi giorni fa di un dipendente Voicity di Torino (la sede è in via Pianezza 123) ai colleghi di lotta torinesi dell’Eutelia (lettera pubblicata sul sito dei lavoratori Agile) riassume bene la situazione venutasi a creare: “Tra ieri e oggi sono venuti giù da Milano due dirigenti (Parisi e Putto) che hanno detto che vogliono mantenere “in vita” il sito di Torino in via Pianezza 123. E per fare questo ci chiedono di lavorare alcune commesse. Alla richiesta di alcuni miei colleghi e degli rsu sui pagamenti degli stipendi arretrati e su quelli a venire hanno risposto, come al solito, che non ci sono soldi e che non possono dire quando e se ci pagheranno e che il debito dell’azienda si è ulteriormente ingrossato…. Morale: una buona parte di noi dovrà rientrare dalla cig già la prossima settimana e andare a lavorare a gratis senza neanche una “promessa” di pagamento futuro.
A me sembra di essere tornati al medioevo…”.

I prossimi appuntamenti saranno – come sempre – fondamentali per il destino dei lavoratori torinesi coinvolti in questi pasticci all’italiana. Lo sciopero generale della Cgil di venerdì 12 marzo sarà l’ennesima occasione per far sentire le proprie ragioni.

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