Il presidente Cota duro sul ricorso al Tar: “L’annullamento sarebbe un golpe”

Se il Tribunale amministrativo regionale annullasse le scorse elezioni per il ricorso sulle liste irregolari “sarebbe un golpe giudiziario”. Lo ha affermato Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte. A sostegno del leghista interviene l’ex presidente Enzo Ghigo che, con Agostino Ghiglia, pensa di organizzare una fiaccolata di sostegno a Cota contro i ricorsi e e per “riaffermare la volontà popolare dei piemontesi, chiaramente manifestatasi attraverso l’esito delle regionali”.

Il ricorso è stato fatto da Verdi, Udc e “Pensionati e Invalidi” contro tre liste che hanno portato voti al centrodestra. Due di queste – la lista Pensionati e quella “Al Centro con Scanderebech” – sono sospettate di irregolarità nella presentazione, mentre la terza, i Verdi Verdi, è da anni accusata di essere una lista civetta. Il partito dei Pensionati ha raccolto 27 mila voti, tre volte tanti quelli che separavano Roberto Cota dalla rivale Mercedes Bresso.

“È semplicemente vergognoso, è inammissibile giuridicamente e politicamente, lo capisce anche un bambino, non c’é bisogno dei professoroni – ha affermato Cota -. Il ricorso non riguarda l’esito del voto, ma presunti cavilli legati all’accettazione di candidature di una delle tante liste di appoggio. Le liste le valuta il Tribunale prima del voto e se non vanno bene le esclude”.

Cota aveva fatto ricorso  prima delle elezioni per richiedere l’annullamento dell’iscrizione della lista “Lista Nadia Cota”, creata a sostegno di Renzo Rabellino della “Lega Padana Piemont”, anche questa messa in discussione: “Se qualcuno ha qualcosa da ridire fa ricorso subito, prima delle elezioni, come ho fatto io contro le liste patacca, altrimenti è troppo comodo”.

“Sono certo che Torino esprime una cultura diversa. Aggiungo anche che la gente non è scema, ci tiene alla democrazia, e, per usare un eufemismo,  non lo prenderebbe bene”, ha dichiarato Cota. A riguardo i due esponenti del Pdl piemontese affermano che “I piemontesi si sono espressi in modo inequivocabile attraverso il proprio voto che ha sancito la vittoria del centrodestra e di Cota. Tuttavia assistiamo a tentativi di condizionare le decisioni della magistratura sui ricorsi elettorali da parte della consueta lobby politico-professionale torinese, che maschera l’appartenenza politica con dichiarazioni apparentemente di natura tecnica”.

Intanto il giudice Patrizia Caputo della procura di Torino sta indagando su Michele Giovine, consigliere regionale della lista Pensionati. L’ipotesi di reato è quella di aver raccolto firme false per permettere alla sua lista di partecipare alle elezioni regionali. E intanto si avvicina il giorno in cui i giudici del Tar si pronunceranno sul ricorso, il 1° luglio.

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