Il tredicesimo Polo d’Innovazione è quello dell’economia civile

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Una persona su dieci in Piemonte è impiegata nell’economia civile, un settore che comprende varie tipologie di organizzazioni, dalle associazioni, alle cooperative sociali e che oggi, ottiene un riconoscimento in più. La giunta regionale ha approvato la creazione del Polo di innovazione dell’economia civile e della responsabilità d’impresa, che si aggiunge agli altri dodici poli d’innovazione già esistenti. Il progetto segue la creazione dell’Osservatorio sull’economia civile della Camera di commercio di Torino attivo dal 2007.

Secondo i dati dell’Osservatorio,  il giro d’affari del no profit è di circa tre  miliardi di euro e raccoglie 202 cooperative sociali, 1178 organizzazioni di volontariato e 191 fondazioni, a cui si aggiungono società di mutuo soccorso, enti religiosi, comitati e associazioni, per un totale di 8300 organizzazioni e 200mila addetti. Un settore che cerca sempre maggiori sinergie con il profit e che il nuovo polo d’innovazione, la cui sede è ancora da stabilire, così come l’ente gestore (il bando uscirà a maggio) e l’entità dei fondi destinati, favorirà. “Il Polo vuole essere uno strumento ulteriore e trasversale – spiega Alessandro Barberis, presidente della Camera di commercio – da un lato per supportare le imprese sociali verso un percorso di maggiore professionalizzazione, dall’altro per stimolare anche le imprese tipicamente profit ad innestare elementi di responsabilità sociale ed ambientale”.

Aldo Romagnolli, presidente dell’Osservatorio e promotore insieme alla Camera di commercio del Polo racconta: “C’è una domanda ancora scoperta di servizi di assistenza agli anziani che è molto rilevante e che vorremmo contribuire a sanare. Poi c’è l’assistenza ai minori che vorremmo più compatibile economicamente, con un maggior collegamento tra strutture sanitarie e assistenziali”. Su quel è, invece, la responsabilità sociale d’impresa tra le aziende che operano nella regione Romagnolli commenta “è buona e diffusa in tutti i settori economici”.

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