Immigrazione, Michele Curto di Terra del fuoco “Continueremo a farci carico dei migranti che arrivano a Torino”

TORINO – Evolve sempre più rapidamente il quadro degli arrivi in città da Libia e Tunisia. Mentre proseguono le operazioni di smontaggio della tendopoli allestita nell’arena rock, l’ufficio di gabinetto della Prefettura smentisce arrivi imminenti, come invece è stato annunciato da alcuni articoli dalla stampa locale. “Abbiamo ricevuto il piano nazionale messo a punto dal governo – precisano dall’ufficio – ma al momento non abbiamo alcuna comunicazione ufficiale in merito a eventuali trasferimenti nei prossimi giorni”. Dalla Prefettura annunciano anche di aver terminato la valutazione delle strutture che dovrebbero ospitare i migranti in caso di eventuali trasferimenti a Torino.
Ieri la Chiesa ha ribadito la disponibilità ad accogliere una parte dei migranti, a condizione che abbiano diritto allo status di rifugiati. Degli altri, prevalentemente Tunisini, si sta già occupando una rete formata da Onlus e circoli Arci.
“Al momento – spiega Michele Curto, responsabile di terra del Fuoco e candidato al consiglio comunale – ne stiamo ospitando una ottantina. Venticinque di loro sono ripartiti tra gruppo Abele, Acnos e Terra del fuoco, dei quali 12 sono sistemati presso la struttura “Il dado” di Settimo Torinese e 13 in una struttura di via Leoncavallo. Altri 35, invece, sono in due moschee e i restanti 20 presso la parrocchia di San Luca a Mirafiori”.
Trentenne con anni di esperienza in fatto di politiche di integrazione e assistenza ai migranti, Curto spiega anche perché ai Tunisini sia precluso lo status di rifugiati. “In realtà, per la maggior parte dei casi sono loro a non volerlo: quasi tutti sbarcano a Lampedusa con l’intenzione di raggiungere la Francia e non potrebbero più farlo se l’Italia li prendesse in carico”.
Ma, al di la dell’emergenza attuale, Michele Curto – in corsa per le comunali con il centro sinistra  – spera di poter offrire le sue competenze in tema di immigrazione alla nuova giunta  comunale: “Nella politica – spiega – esiste oggi una certa tendenza a cooptare le idee dei giovani: ma io credo che dobbiamo assolutamente intervenire in prima persona. Per quanto riguarda le politiche sull’immigrazione, credo ci sarebbe bisogno di un sistema integrato tra volontariato, terzo settore e istituzioni pubbliche. Di certo non dovrebbe esistere essere una contrapposizione isituzionale continua, come quella degli ultimi giorni tra Regione e Provincia sul tema dei rifugiati”.

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