In Italia si beve meno, ma esplode la moda botellon

In Italia il consumo di alcolici è calato del 18,4% negli ultimi dieci anni

Italia, terra di vini di eccellenza. Ma gli ultimi dati Istat dicono che nel nostro Paese il consumo di alcol è in calo: nel 2011 il 66,9 per cento degli italiani con più di 14 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica. Cifre in linea con quelle dell’anno precedente e che confermano una tendenza in atto da almeno dieci anni. Tra 2011 e 2001 il numero di chi consuma alcol almeno una volta al giorno è sceso del 18,4 per cento. Nello specifico, è progressivamente diminuita la quota di chi beve vino e birra. Tengono solo aperitivi alcolici, amari e superalcolici.

“I fattori sono molti. Certo è che le campagne di prevenzione sul bere responsabilmente e di guida sicura hanno fatto effetto”, commenta Franco Prina, docente di Sociologia della devianza dell’Università di Torino. A pesare, soprattutto tra giovani e giovanissimi, è anche la crisi che limita la possibilità di spendere per divertimento e tempo libero. Bere costa: anche sette, otto euro per un cocktail nei cuori della movida delle grandi città. E tanti stanno importando dalla Spagna la moda low cost del botellon: bere prima di andare in discoteca, con birra e superalcolici comprati al supermercato. “E come nel Nord Europa si è diffusa anche in Italia la tendenza a bere di più nel fine settimana, ma da noi il consumo continua ad essere moderato”, sottolinea il sociologo. A fare da contorno è il cambio di stile di vita che in atto negli ultimi quarant’anni. “Negli anni Settanta tanti lavori erano manuali e tutti i pasti venivano consumati in casa – aggiunge – Facile che scappasse un bicchiere di vino in più”. Allora il consumo di alcool puro pro capite all’anno era di 15,8 litri. Un numero che oggi si è dimezzato, attestandosi intorno ai sette litri. Attività più sedentarie, almeno un pasto al giorno fuori casa, scelte salutiste e un occhio al portafoglio. Gli italiani sono sempre meno un popolo di bevitori.

 

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