Inchieste, trema il cuore leghista del Piemonte

C’è chi lo ha già chiamato lo scandalo della “Novara da bere”. Le indagini per abuso d’ufficio, corruzione e concussione a carico dell’assessore regionale leghista ed ex sindaco Massimo Giordano, condotte dal pm Francesco Saluzzo della Procura di Novara, partono in effetti da una vicenda di malcostume più che di malaffare: una serie di esposti per schiamazzi notturni presentati contro il bar del teatro Coccia, nel centro cittadino.
Il bar Coccia è un ritrovo amato dai leghisti novaresi, compreso Giordano. E proprio Giordano, da sindaco, si sarebbe adoperato per evitare fastidi al titolare Mario Berti. Dall’inchiesta sono emerse però anche irregolarità gravi nell’assegnazione e nella gestione del locale, un esempio – secondo gli inquirenti – di un ben più ampio elenco di favori concessi da Giordano ad imprenditori amici.

Gli imprenditori a loro volta si sdebitavano con la politica: alcuni lo avrebbero fatto finanziando la recente iniziativa editoriale de “Il NordOvest”, il quotidiano novarese dell’ex direttore de “La Padania” Leonardo Boriani che i pm ritengono essere destinato «in via prioritaria, se non esclusiva a fornire appoggio di tipo mediatico all’attività politica e istituzionale di Giordano».

Il Novarese, come la provincia di Cuneo, è una roccaforte storica del leghismo piemontese. Una parte importante di quella “provincia profonda” fatta di agricoltura e piccola imprenditoria che bilancia nel voto il peso di Torino e della sua “cintura rossa”, facendo del Piemonte una delle regioni più contendibili a livello nazionale. Da Novara viene quel “lùmbard” che nel 2010 Mercedes Bresso non riuscì, come aveva promesso, a «fermare sul Ticino»: l’attuale presidente della Regione Roberto Cota. Come pure Giordano, che della città di San Gaudenzio è stato sindaco dal 2001 al 2010, e Giuseppe Cortese, ritenuto da alcuni la figura-chiave di questa inchiesta.

Cortese è l’ex capo di gabinetto di Cota e attuale rappresentante della Regione nella Cabina di regia dell’Expo di Milano. Figura tra gli indagati insieme a sua moglie Isabella Arnoldi, consigliere comunale a Novara e candidata al Senato per la Lega Nord.

Sia Cortese che Giordano hanno fatto parte, in tempi diversi, del consiglio di amministrazione dell’azienda aeronautica Alenia. Alenia è una controllata di Finmeccanica, il colosso della difesa investito in questi giorni dall’arresto per corruzione internazionale dell’amministratore delegato Giuseppe Orsi, considerato uomo della Lega e di Maroni.

Investita da questo fuoco incrociato, la Lega Nord non resta in silenzio: ieri Bobo Maroni aveva definito la vicenda Orsi-Finmeccanica «un atto di terrorismo» ed espresso stima al dimissionario Giordano. I fatti a lui contestati, aveva aggiunto, «si riferiscono al 2006 e casualmente, sette anni dopo, a cinque giorni dalle elezioni, viene fuori questa cosa».

Sulla concomitanza con il voto imminente punta il dito anche il capogruppo in Consiglio Regionale Mario Carossa: «Guarda caso l’arresto dell’ex assessore Caterina Ferrero è avvenuto a due giorni dalle comunali di Torino e adesso a pochi giorni dalle politiche è arrivata l’inchiesta di Novara».

Questa mattina intanto il presidente Cota ha difeso il suo assessore dallo studio di Unomattina: «Ho parlato a lungo con Giordano e mi ha ribadito la sua totale estraneità ai fatti che gli vengono contestati. Io gli ho confermato la mia fiducia, ma lui è molto scosso, per cui valuteremo cosa fare».

 

 

Andrea Cascioli

This entry was posted in Cronaca, Futura, Notizie and tagged , , , , . Bookmark the permalink. Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Scrivi un Commento

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

You may use these HTML tags and attributes <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>