Inneggiava all’Isis sul web: 20enne accusato di apologia di reato

Nel dicembre 2014 aveva diffuso sul web un documento per invitare le persone a sposare la causa dell’Isis: la Procura di Torino ha disposto il giudizio immediato per un ventenne di origine marocchina, residente in Piemonte, autore di uno scritto intitolato “Lo Stato Islamico: una realtà che ti vorrebbe comunicare”. Nel documento il giovane aveva spiegato l’importanza di aderire all’Is e i vantaggi che ne sarebbero derivati. Il pm Antonio Rinaudo procede per apologia di reato con l’aggravante del terrorismo. Il cosiddetto Stato Islamico, infatti, è definito  organizzazione terroristica sia da un regolamento approvato dall’Unione Europea, sia da alcune risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

In seguito agli attentati di Parigi, in Italia le misure di sicurezza sono state rafforzate, con l’allerta innalzata al livello due, vale a dire l’ultimo prima di quello che scatta in caso di attacchi terroristici. Ma già dal 1 gennaio di quest’anno, le forze dell’ordine hanno intensificato le operazioni di contrasto al terrorismo: sono stati oltre 56mila i controlli effettuati nei confronti di persone coinvolte a vario titolo negli ambienti dell’estremismo islamico, mentre le perquisizioni di veicoli e navi sono state più di 8mila. L’attività investigativa ha portato all’arresto di 147 persone e alla denuncia di altre 325. Gli espulsi per motivi di sicurezza, inoltre, sono stati 55. L’ultimo caso risale a sabato: un 40enne di nazionalità marocchina, residente a Prato, è stato espulso dal territorio italiano perchè – hanno spiegato i carabinieri in una nota – “si era reso protagonista di frequenti azioni violente, accompagnate da proclami inneggianti all’Isis, minacciando di emulare gli atti terroristici di Parigi”. Il sospetto è stato condotto all’aeroporto di Fiumicino e, scortato dal personale della Polizia di Frontiera e della Direzione centrale dell’Immigrazione, è stato costretto a imbarcarsi su un volo per Casablanca, partito in serata. L’uomo, residente a Prato dal 1998, non potrà fare rientro in Italia prima di 10 anni.

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