“Io che da morto vi parlo”

Adolfo Parmaliana

“Adolfo Parmaliana credeva nell’onestà dei siciliani, credeva che gli amministratori pubblici avessero quale scopo primario il benessere dei cittadini, credeva che i magistrati e i giudici vincessero il concorso per contrastare il Male e far trionfare il Bene”. Così Alfio Caruso, sul suo sito descrive il protagonista del suo ultimo libro, il professor Adolfo Parmaliana, docente di chimica industriale all’università di Messina, che, divenuto un testimone scomodo da zittire, dopo che le sue denunce hanno portato allo scioglimento del Comune di Terme per infiltrazioni mafiose, si suicida il 2 ottobre 2008, cinquantenne, lasciando una terribile lettera d’accusa alla magistratura locale.

L’università di Torino dedica oggi alle 17 un incontro  – introdotto e moderato dalla giornalista dell’Ansa Emmanuela Banfo – alla presentazione di questo libro uscito il 19 novembre per Longanesi. Presenti, oltre all’autore, il Rettore Ezio Pellizetti, il pro-Rettore Salvatore Coluccia, l’avvocato Fabio Repici, il fondatore del Gruppo Abele Don Luigi Ciotti e il Procuratore Capo della Repubblica Gian Carlo Caselli.

Sul sito dell’Università di Torino i dettagli dell’incontro

Nella foto il Prof. Parmaliana

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