“Noi Italia”, l’indagine che racconta la nostra evoluzione

L’indagine “Noi Italia” dell’Istat mira a fare un punto della situazione del nostro Paese su diversi fronti. Decine di dati che ci permettono di analizzare la situazione economica e sociale del territorio italiano.

Popolazione italiana: in 3 regioni più di 20 milioni di persone

Il primo dato che balza agli occhi è quello sulla popolazione residente. Nel 2014, oltre un terzo degli italiani è concentrato tutto in tre regioni: Lombardia, Lazio e Campania. A questo proposito, è importante il dato riguardante gli stranieri residenti in Italia. Il gradino più alto del podio va alla Lombardia che ne ospita oltre un milione. Secondo e terzo posto per Lazio e Emilia-Romagna, che superano i 500mila. Ultimo in questa graduatoria la Valle d’Aosta, che ne ha poco più di 9000 su una popolazione di circa 130mila persone.

Furti: Emilia-Romagna maglia nera

Nella classifica delle regioni con il maggior numero di furti troviamo al primo posto l’Emilia-Romagna con 3500 furti ogni 100mila abitanti. Non se la passa meglio il Piemonte, che si trova in quarta posizione con i suoi 2941 furti. Nel 2014, cresce anche il numero dei detenuti. Al primo posto l’Umbria che conta 152 persone su un campione di 100mila abitanti. Piemonte 12esimo con 81.

Istruzione: il paradosso del Mezzogiorno

Un altro macrosettore all’interno dell’indagine è quello relativo all’istruzione. Sono quattro le regioni che figurano sempre nei peggiori posti: Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Un paradosso, se si pensa che nel 2013 proprio queste quattro regioni sono quelle che hanno speso più soldi pubblici per istruzione e formazione (Tutte con percentuali che variano tra il 6,5 e il 6,3% del Pil regionale). Anche qui, il Piemonte si colloca nelle posizioni centrali. Nel 2013, il 15% ha abbandonato gli studi (prima la Sicilia con il il 25,4%) e il 22,5% di giovani che non studiano e non lavorano (sempre prima la Sicilia con il 49%).

Sanità: Piemonte tra le migliori

Passando al settore sanitario, le regine sono Trentino, provincia di Bolzano e di Trento. Per quanto riguarda i posti letto, il Piemonte, nel 2012, si posiziona in settima posizione con 3,7 ogni 100 abitanti. Fanalino di coda la Campania con i suoi 2,7. Altra buona posizione per quanto concerne la mortalità infantile. In Piemonte, nel 2012, sono 2,3 i decessi ogni 1000 nati vivi. Quasi il doppio quelli della Calabria (4,5) nello stesso anno. Quinto posto, invece, per quanto riguarda il tasso di mortalità di tumori. Con quasi 26 persone per 100mila abitanti, nel 2012, il Piemonte è quinta dietro a Lazio (26,3), Campania (26,4), Lombardia (27,1) e Friuli (27,2).

Da questa indagine viene fuori che il Piemonte è tra le regioni più equilibrate, senza grandi picchi negativi o positivi. Si tratta, in alcuni casi, di un leggero peggioramento e in altri di stabilità continuativa nel corso degli ultimi dieci anni.

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