Juve: 2 a 2 di cuore, ora però serve l’impresa a Monaco

Settanta minuti di confusione, sofferenza e arrendevolezza di fronte allo strapotere degli uomini di Guardiola. Poi un finale di orgoglio, grinta e sprazzi di vera Juve, che non basta a portare a casa la vittoria, ma è sufficiente a tenere vive le speranze di qualificazione. È la sintesi di Juventus-Bayern Monaco, un 2 a 2 che evidenzia la superiorità tecnica e atletica dei bavaresi, ma allo stesso tempo conferma lo spirito guerriero dei ragazzi di Allegri, capaci di tener testa a una corazzata come quella biancorossa. Il 16 marzo all’Allianz Arena servirà una vera e propria impresa per passare il turno: il Bayern non perde in casa in campionato dal 9 maggio 2015 (0 a 1 contro l’Augsburg), ma bisogna tornare indietro al 10 dicembre 2013 per ritrovare una sconfitta interna in Europa (2 a 3 contro il Manchester City). I bianconeri, dal canto loro, si sono sempre qualificati dopo un pari casalingo in Champions, anche se solo il 21% delle squadre che hanno pareggiato 2 a 2 in casa all’andata hanno poi ottenuto il pass per il turno successivo.

La squadra di Guardiola mette le cose in chiaro fin dai primi minuti: baricentro altissimo, raddoppio su tutti i portatori di palla bianconeri, che non hanno mai il tempo di ragionare, e un possesso che sfiora l’80%. Buffon respinge una conclusione da fuori dell’ex Vidal e più tardi Mueller si divora un’occasione clamorosa, calciando male da due passi e consentendo a Bonucci di recuperare. La Juve soffre, ma il primo tempo sembra potersi chiudere a reti inviolate. Al 43′ arriva però l’errore che non ti aspetti: Barzagli rinvia male un tentativo di cross di Douglas Costa, la palla arriva sui piedi di Mueller che questa volta non perdona. 1 a 0 e qualificazione in salita.

Nella ripresa la musica non cambia e su un’azione di contropiede arriva il raddoppio del Bayern: Barzagli si ritrova uno contro uno con Robben, gli concede il sinistro e l’olandese è spietato nel battere Buffon per la seconda volta. È solo a questo punto che arriva la reazione e a guidarla è l’altro grande ex di serata, Mario Mandzukic. Il croato approfitta di una grossa ingenuità di Kimmich e serve l’assist per l’1 a 2 di Dybala. Al 76′, poi, l’urlo di gioia finale: è ancora Mandzukic a dare il La all’azione, Lahm si addormenta su Morata che è libero di servire Sturaro, appena entrato al posto di uno spento Khedira: anticipo secco su Kimmich e 2 a 2. Il numero 27, dopo la grande prestazione contro il Real Madrid della scorsa stagione, si conferma talismano europeo della Juve, mantenendo accese le speranze per la gara di ritorno. Allegri probabilmente recupererà Chiellini e Alex Sandro, ma più di ogni altra cosa servirà tutto il cuore e l’orgoglio che la Juve ha dimostrato di avere ma che, colpevolmente, ha tardato troppo a tirar fuori.

LE PAGELLE DELLA JUVE:

BUFFON, 6: Incolpevole sui gol, reattivo in almeno 2-3 occasioni.

EVRA, 5.5: Fatica a tenere a bada Robben e quasi mai si fa vedere nella metà campo avversaria . Soffre come tutta la difesa il pressing altissimo del Bayern.

BARZAGLI, 5: Ha grosse responsabilità sul primo gol (rinvia centralmente, sui piedi di Mueller) e lascia troppo spazio a Robben sul secondo. Serataccia.

BONUCCI, 6: Il più lucido del pacchetto arretrato. Concede pochissimo a Lewandovski e nel finale ha sul destro il pallone della beffa. Troppo stanco per impensierire Neuer.

LICHTSTEINER, 5.5: Nel primo tempo soffre tantissimo la velocità di Douglas Costa, nel secondo il brasiliano cala e ha spazio anche per qualche affondo, ma i suoi cross non sono mai pericolosi.

KHEDIRA, 5: Praticamente un fantasma. (24′ st STURARO, 7: Entra e segna il gol del pari con un inserimento perfetto. Una rete che non dimenticherà facilmente.)

MARCHISIO, 5.5: Qualche buon pallone recuperato, ma poco altro. Non trova mai lo spazio per impostare la manovra e esce per un affaticamento muscolare a fine primo tempo. (1′ st HERNANES, 6.5: Dà un po’ di fantasia al centrocampo bianconero. Con le squadre allungate trova spazi e qualche verticalizzazione interessante.)

POGBA, 5.5: Corre tanto ed è lui il centrocampista ad avere sempre la palla tra i piedi. Il problema è che quasi mai sa cosa farci e va spesso in crisi anche con le giocate più semplici.

CUADRADO, 5: Spaesato e confusionario, si divora una grande occasione servitagli da Mandzukic su un piatto d’argento.

DYBALA, 6: Un’ombra fino al 63′, poi movimento perfetto sull’assist di Mandzukic e freddezza assoluta nell’1 contro 1 con Neuer. Prima “joya” europea per lui. (30′ st MORATA, 6.5: Ha il merito di fornire a Sturaro l’assist per il pari.)

MANDZUKIC, 7: Nel finale è l’uomo in più della Juve: serve un cioccolatino a Dybala sfruttando l’ingenuità di Kimmich, innesca l’azione del 2 a 2 e torna fino alla linea di fondo per chiudere sugli attaccanti avversari negli ultimi minuti. Dà piena dimostrazione di essere un giocatore di caratura europea.

ALLEGRI, 6.5: Troppo arrendevole la tattica iniziale. Ha il merito di azzeccare tutti i cambi nel momento giusto e non è poco.

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