Juventus-Bayern: la carica dei 25mila italiani di Monaco

“La città più settentrionale d’Italia”. Non parliamo di Predoi, il piccolo comune in provincia di Bolzano, ma di Monaco di Baviera. Sì perché nella città tedesca risiedono circa 25mila italiani, 70mila se consideriamo tutta la regione. E chissà quanti di questi stasera seguiranno la sfida tra Bayern e Juventus, valida per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Quasi un derby per loro, che da anni vivono in Baviera. Ci sarà bisogno anche della loro spinta e della loro passione, o quantomeno di quella degli juventini, per spingere la squadra di Allegri all’impresa.

Con Chiellini, Marchisio, Dybala out per problemi fisici, la spina dorsale della Juventus sarà indisponibile: tre giocatori fondamentali che mancheranno nella gara fin qui più importante della stagione. E se il difensore toscano è stato rimpiazzato spesso, ricorrendo a Rugani o alla difesa a quattro, quelle del “principino” e dell’argentino sono assenze pesantissime. Il primo è l’equilibratore del gioco di Allegri e quando è mancato i bianconeri hanno sempre faticato nelle due fasi; il secondo ha segnato 17 gol fin qui – 14 in serie A, due in Coppa Italia e uno in Champions League, proprio all’andata contro i bavaresi- e si è dimostrato già un leader tecnico e carismatico. Chi farà di tutto per esserci è Mario Mandzukic: il centravanti croato è uscito dolorante dall’ultima sfida di campionato contro il Sassuolo ma sta provando a recuperare per non mancare l’appuntamento contro la sua ex squadra.

Allegri dovrebbe quindi schierare un 4-4-2 con Bonucci e Barzagli centrali, Lichtsteiner ed Evra ad agire da terzini – provando a limitare Robben e Douglas Costa -, Hernanes al posto di Marchisio con Khedira in mezzo al campo, Pogba dirottato a sinistra e Cuadrado largo a destra. Davanti sicuramente Morata e uno tra Mandzukic e Zaza. L’allenatore livornese però non vuole nascondersi: “Non è vero che le assenze ci indeboliscono. Dovremo fare una grande prestazione: non dobbiamo pensare, ma agire”.

Se si aggiunge che la Juventus è costretta a vincere per proseguire la sua avventura europea, allora il quadro si complica ulteriormente: il 2-2 in rimonta dello Stadium ha dimostrato il carattere di Buffon e compagni ma ha anche messo in mostra la palese superiorità dei tedeschi, che per settanta minuti hanno dominato la partita. Inoltre il periodo sembra sorridere alla squadra di Pep Guardiola, reduce dalla manita rifilata al Werder Brema nell’ultimo turno di Bundesliga, anche se il tecnico catalano non si fida: “Sarà come una finale, loro sono pericolosissimi: difendono in nove e poi provano ad ammazzarti”. Per contro la Juventus ha sì vinto contro i neroverdi di Di Francesco, ma sembra avere perso lo smalto che l’aveva contraddistinta nei primi mesi del nuovo anno.

Quel che è certo è che per entrare nelle migliori otto d’Europa, servirà una vera e propria impresa, come quella già riuscita alla Juventus di Capello, nei gironi della Champions del 2004, quando Del Piero con un gol novantesimo minuto gelò l’Olympiastadion di Monaco.

Ma era un Bayern molto diverso e probabilmente più debole. Quello che si presenterà all’Allianz Arena è senza dubbio una delle due squadre più forti al mondo e una della favorite per alzare a San Siro la “coppa dalle grandi orecchie”. Ma a calcio non sempre vincono i più forti ed è quello che si stanno augurando tutti gli juventini…

 

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