La Bresso: “Prioritario liberalizzare la rete ferroviaria”

L'attuale rete ferroviaria in Piemonte

L'attuale rete ferroviaria in Piemonte

Non si vive solo di Tav. Alla vigilia della manifestazione di chi si oppone al progetto in val di Susa e a due giorni dalla risposta “istituzionale” del Lingotto, Mercedes Bresso torna a parlare di infrastrutture regionali. E lo fa intervenendo al convegno organizzato da Sinistra ecologia e libertà a palazzo Lascaris sul sistema integrato dei trasporti. Un incontro per discutere di qualità dei servizi, riduzione dell’inquinamento e ammodernamento delle linee locali.

Dopo l’intervento del “suo” assessore Daniele Borioli, che ha parlato di “diritto alla mobilità” e del molto lavoro che c’è ancora da fare per migliorare la situazione dei pendolari, la presidente della Regione ha iniziato ricordando i punti fondamentali da affrontare riguardo la questione trasporti: qualità dell’aria (al convegno era presente anche la responsabile regionale di Legambiente, Vanda Bonardo), qualità delle “nuove” automobili (“Bisogna puntare sulla ricerca di fonti alternative”), integrazione del sistema dei trasporti e liberalizzazione dei servizi locali.

Ed è proprio su quest’ultimo punto, definito “fondamentale” anche in vista della campagna elettorale, che la Bresso ha dettato la linea di quella che sarà in futuro una sua personale battaglia: “Abbiamo chiesto a Roma che ci venga concesso il trasferimento delle reti del trasporto ferroviario regionale, rientra pienamente nelle nostre competenze come ente locale”. Dice no al “federalismo dell’abbandono”, la zarina, lanciando una frecciatina alla Lega del suo sfidante Roberto Cota: “Diciamo no a un federalismo che abbandoni al loro destino le Regioni”.

“La liberalizzazione è necessaria – ha spiegato la Bresso – per investire sulle reti, migliorare il servizio e aumentare i passeggeri, perché nel trasporto l’offerta produce la domanda”. E alle preoccupazioni della Cgil, espresse dal responsabile Trasporti Davide Masera, su una “legislazione del lavoro anarchica” che tenda a “picconare il contratto nazionale” (nonostante la mano tesa di Borioli, che ha parlato di “clausola sociale” da inserire nei nuovi contratti), la presidente della Regione ha ricordato i dati in continua crescita di paesi come la Svizzera, “dove qualità e servizi continuano a migliorare grazie a una rete liberalizzata”.

Un tema, quello delle liberalizzazioni del servizio ferroviario locale, che il prossimo governatore del Piemonte, chiunque sarà, dovrà affrontare. Magari dopo questo fine settimana, dove i fari sono tutti puntati, “anche per colpa dei media”, sulla val di Susa.

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