La Cgil si spacca sull’invito a Elsa Fornero

Susanna Camusso, Segretario nazionale Cgil, ha duramente criticato l'iniziativa Fiom: invitare Elsa Fornero a illustrare la riforma del lavoro ai lavoratori Alenia Torino

Questo incontro non s’ha da fare. Così l’invito della Fiom al ministro Elsa Fornero per parlare della riforma dell’articolo 18 ai lavoratori Alenia di Torino è diventato oggetto di lite all’interno di Cgil, Cisl e Uil. Susanna Camusso, segretario Cgil, disapprova l’iniziativa Fiom e parla di “scelta molto discutibile” e di “atteggiamento di sfida” da parte del ministro.  Posizione condivisa da Cisl ma non da Uil. Tensioni, queste, che alimentato il clima di agitazione indetto oggi dalla Cgil a Torino contro la riforma Fornero e che domani si tramuterà in uno sciopero dei mezzi locali.

Tutto ha inizio con la richiesta di 1300 dipendenti torinesi dell’Alenia Space –  multinazionale italiana che produce componenti tecnologici per la navigazione spaziale – per un faccia a faccia con il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Incontro voluto per fare il punto sulla riforma che ora attende l’esame del Parlamento. “Ci vedo della supponenza in questo gesto – dichiara Camusso – Una sorta di vengo io che così gliela spiego la riforma”. Secondo Giorgio Airaudo, responsabile auto Fiom,  “l’incontro è un’occasione importante”, per questo le reazioni della Camusso sono “spropositate”. Il riferimento è anche alle accuse di voler escludere le altre sigle sindacali dal confronto sull’articolo 18. “L’invito a Fornero non ha l’etichetta Fiom, è voluto dai lavoratori – replica Airaudo – Inoltre, non esiste un tavolo di trattative unitario sulla riforma e  questa è un’occasione per avere voce”.

Ma per il segretario torinese Fim-Cisl, Claudio Chiarle, la riunione Fiom avrebbe lo scopo contrario: tagliare fuori gli altri lavoratori. “I dipendenti di aziende minori, quelli che sono i veri sfigati perché hanno contratti di mobilità e non sono tutelati come quelli dell’Alenia non avrebbero maggiore diritto di parlare con Fornero dell’articolo 18?”, chiede Chiarle.

Eppure, l’incontro con il ministro potrebbe essere un terreno utile per riaprire il confronto con le parti sociali sulle modifiche alle norme in materia di assunzioni, licenziamenti, sistema pensionistico. L’etichetta Fiom non precluderebbe la partecipazione degli altri sindacati. Chiarle si spinge oltre e vede nell’invito all’Alenia “un’imboscata a Fornero”. Airaudo non esclude che l’ex professoressa di Economia di Torino potrebbe essere oggetto di insulti. “Forse si beccherà qualche fischio– spiega – questo non lo so, ma trovo importante che un ministro venga a parlare con i lavoratori”.

A bocca asciutta, in tutta la vicenda, resterebbero i dipendenti Fiat di Pomigliano d’Arco che avevano rivolto lo stesso invito al tecnico dell’esecutivo Monti, ma senza successo. “Siamo offesi dalla decisione del ministro Fornero, che sceglie di partecipare ad un’assemblea sindacale della Fiom all’Alenia di Torino, quindi azienda del Nord, mentre noi operai di Pomigliano, che lavoriamo per la prima multinazionale italiana del Mezzogiorno, l’avevamo invitata nelle ore libere di lavoro”: è quanto afferma Gerardo Giannone, l’operario Fiat che aveva rivolto l’invito.

“Giannone è un’ ex delegato della Uil, un’ex di Rifondazione comunista, ed è solo un provocatore non rappresentativo di niente e di nulla”, ribatte Airaudo.  A destare preoccupazione, ora, è il possibile rimaneggiamento dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.  Già modificata nel corso delle trattative tra governo Monti e parti sociali per l’approvazione del disegno di riforma, la norma potrebbe subire drastici cambiamenti all’esame delle Camere. Senza che i principali sindacati italiani, ormai spaccati, possano incidere in modo efficace per difendere le proprie istanze.

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