La Lady birmana secondo Besson

La lotta di Suu Kyi, raccontata da Luc Besson con il film “The Lady”, promette di conquistare anche i torinesi. Questa sera in anteprima al Cinema Massimo e da domenica nelle sale, la bioclip racconta la storia di Aung San Suu Kyi, la donna al centro del movimento democratico birmano, e di suo marito, Michael Aris. E del loro amore, che, nonostante la distanza, le lunghe separazioni e un regime pericoloso e ostile, resiste fino alla fine. Una storia di devozione e di comprensione umana sullo sfondo dei disordini politici che continuano anche oggi. La stesura di “The Lady” ha richiesto alla sceneggiatrice Rebecca Frayn tre anni di lavoro, trascorsi a raccogliere interviste con figure chiave vicine a Aung San Suu Kyi ed è stata così in grado di ricostruire per la prima volta la vera storia dell’eroina nazionale birmana.
La firma alla regia è invece di Luc Besson, che ieri, durante la presentazione romana della pellicola, ha spiegato: “Un giorno Michelle è venuta a chiedere il mio aiuto. Mi ha detto che aveva per le mani una sceneggiatura avvincente su Aung San Suu Kyi e che stava cercando un produttore. In un primo momento le ho detto che non ero disponibile. Quando poi ho letto la sceneggiatura, sono rimasto a bocca aperta! Mi sono commosso per la storia di questa donna e ho scoperto di non sapere nulla di lei, se non quel poco che avevo letto sui giornali, la punta dell’iceberg. Sono tornato subito da Michelle per dirle che volevo collaborare al progetto e che se non aveva ancora trovato un regista, mi proponevo io. Era davvero felice”.

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