La loro Africa. Ritorna il Festival Panafricano a Torino

Angola, Benin, Camerun, Capo Verde, Congo, Costa d’Avorio, Egitto, Eritrea, Ghana, Guinea, Madagascar, Mali, Marocco, Mozambico, Nigeria, Congo, Ruanda, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Tanzania, Togo e Tunisia. Ventiquattro paesi diversi riuniti sotto la stessa festa, questo l’obiettivo di integrazione attraverso il racconto e l’espressione della cultura, delle tradizioni, della ricchezza.

Al via la seconda edizione del Festival Panafricano, una tre giorni di musica, sport, divertimenti, cultura e gastronomia, che si svolgerà come di consueto nel quartiere Vanchiglietta, da oggi a domenica. Il tema scelto dai Paesi africani aderenti è “Inclusione della diaspora africana nella società italiana, tra identità culturali e prospettive future”.

“Vogliamo provare a spiegare le nostre culture alla comunità torinese”, dichiara la direttrice, Viciane Wessitchieu, camerunense d’origine ma trapiantata da molti anni in Italia. “Rispetto allo scorso anno, puntiamo a raddoppiare i numeri, considerando che sono una decina in più i paesi partecipanti”, ha aggiunto Wessitchieu. Il festival, organizzato dall’associazione Redani, è patrocinato dalla circoscrizione 7. “Siamo felici di ospitare questa seconda edizione – spiega Luca Deri, coordinatore con responsabilità alla cultura della circoscrizione 7. “Abbiamo voluto sostenere questo progetto perché crediamo che i processi di integrazione debbano promuovere la conoscenza di culture e tradizione di altri popoli” – ha poi concluso.

Il tutto ruota attorno a una data storica: il 25 maggio 1963, quando cinquantadue anni fa nacque l’organizzazione dell’unità africana, grande risultato di un’autentica mescolanza di culture e nazionalità differenti, unite dall’obiettivo di creare una comunione di prosperità e di rinascita. E in fondo, è proprio con lo stesso scopo che oggi gli africani di Torino si aprono alla città e provano a trasmettere i loro valori, necessari per una società più multiculturale e multietnica.

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