Piemonte, settore moda in ripresa: crescono le esportazioni

di Roberta Turillazzi e Caterina Michelotti

Nel I semestre del 2013 le esportazioni piemontesi del settore moda crescono del 2,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Il dato Istat non fa che confermare la salute di questo comparto: l”industria della moda in Piemonte resiste e prova a gettare le basi di un rilancio futuro partendo dai dati di oggi.

Sono 4866 le imprese legate all’abbigliamento presenti sul territorio, il 4% del totale nazionale. Con un giro d’affari di 6,8 miliardi di euro e oltre 3 miliardi ottenuti grazie all’esportazione, il Piemonte è la terza regione italiana per il tessile. I dati dell’indagine “L’industria della moda in Piemonte tra creatività e innovazione”, raccolti per Unioncamere Piemonte dalla società di ricerca Step Srl e dal Centro studi Css-Ebla, e presentati oggi, lunedì, al centro congressi Torino Incontra, delineano lo stato di salute dell’industria e cercano di disegnare possibili strategie di crescita.

Per capire le caratteristiche del settore, è stata condotta un’analisi campionaria presso 458 imprese regionali specializzate in: tessile, articoli di abbigliamento, articoli in pelle e pelliccia e design di moda per la manifattura. La maggior parte delle aziende intervistate ha subito un calo del proprio fatturato nel 2012, 102 sono riuscite a stabilizzare i ricavi, mentre 91 hanno registrato una crescita (complessivamente dell’11,4%). La ricetta per il successo non è univoca, ma di sicuro le esportazioni hanno un ruolo di primo piano. L’Italia è il secondo paese esportatore di articoli tessili al mondo. Anche nel 2012 sono state proprio le aziende più attrezzate per vendere fuori dal nostro paese sono anche quelle che hanno sopportato meglio l’onda lunga della crisi.

Dal questionario emergono anche le richieste della moda alla politica. Per il 60% degli intervistati c’è bisogno di ridurre i costi per raggiungere una maggiore competitività, il 31% chiede una maggiore facilità di accesso al credito, mentre il 32% pone l’accento sul problema dell’internazionalizzazione. L’indagine conferma l’importanza di questo comparto per la ripresa economica, sottolineata anche dal segretario generale Unioncamere Paolo Bertolino e l’assessore regionale Agostino Ghiglia nei loro interventi.

Il sistema moda piemontese può essere anche letto come un’industria creativa che produce non solo merci, ma anche simboli. Per l’indagine sono cinque le tendenze internazionali che si riscontrano anche a livello regionale. Il peso del Web è sempre più rilevante: i canali distributivi hanno subito una forte innovazione grazie alla diffusione dell’e-commerce, mentre i modelli di marketing e di comunicazione hanno dovuto fare i conti con una crescente pluralità di voci (si pensi soltanto ai blog dedicati). Per quello che riguarda i prodotti, nuovi materiali e nuove tecnologie aiutano a diversificare l’offerta. Ma nel nuovo millennio si fa anche più attenzione all’impatto sull’ambiente della produzione: la cosiddetta moda green fa coincidere la qualità del tessile piemontese con dei requisiti molto stringenti in fatto di tutela del territorio. Per finire, anche le grandi maison si sono aperte al consumismo di massa creando dei prodotti accessibili per fasce più ampie di popolazione.

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