L’abbraccio di Torino al popolo Francese

 “La strategia dei terroristi è colpire ovunque e chiunque, perché in questo modo ognuno tema di diventarne bersaglio, vittima innocente. Ma non dobbiamo cedere: risponderemo preservando la nostra quotidianità”.

In una Piazza Castello gremita di cittadini di tutte le età, dal Palazzo Reale al Palazzo della Regione dove sono state esposte le bandiere a mezz’asta, Torino risponde, con le parole del suo sindaco, agli attentati che hanno macchiato di sangue Parigi, lasciandosi dietro un tragico bilancio di morti e di feriti.

I ragazzi e le ragazze della comunità islamica torinese, riuniti in gruppo, portano al collo cartelli con la scritta “not in my name”: tacciono, in piedi fra la gente, mostrando alle telecamere il loro forte e addolorato dissenso nei confronti dei correligionari assassini.

La manifestazione di solidarietà al popolo francese colpito al cuore è cominciata con un minuto di silenzio e ha visto le istituzioni comunali e regionali ed i rappresentanti della comunità musulmana uniti nella condanna dell’ ‘estremismo religioso’.   “Siamo qui perché sentiamo la ferita di Parigi come una nostra ferita” ha detto il sindaco Piero Fassino, che ha ammonito dal reagire con l’odio religioso e con comportamenti xenofobi. “Non è la prima volta che le nostre vite vengono toccate dalla violenza. In passato abbiamo già affrontato il terrorismo” ha ricordato, pur sottolineando la diversità rispetto a quella stagione in cui nel mirino dei brigatisti erano i ‘servitori dello Stato’: politici, magistrati, ma anche avvocati e giornalisti.

Il primo cittadino ha poi ripercorso i momenti di dolore vissuti lo scorso marzo a seguito dell’attentato al Museo del Bardo in Tunisia, anch’esso rivendicato da estremisti religiosi, quando due torinesi furono uccisi, ed ha annunciato che il livello di sorveglianza è stato elevato nel capoluogo piemontese come in tutte le maggiori città d’Italia.

Forte la condanna dell’arcivescovo Cesare Nosiglia: “Sostenere che queste azioni violente inaccettabili vengono commesse in nome di Dio, è una bestemmia e una falsità delle più terribili. Lo dicono tutte le religioni”. Un minuto di silenzio è stato osservato prima dei lavori del Consiglio Comunale e il segno della solidarietà torinese ha toccato anche un monumento simbolo come la Mole Antonelliana, illuminata con i colori della bandiera francese, mentre le Luci d’Artista sono state spente in segno di lutto per dieci minuti.

I Foo Fighters, la band alternative rock statunitense che aveva registrato il tutto esaurito al Carisport di Cesena, ha cancellato l’appuntamento torinese e le atre tappe del tour europeo.

Anche il mondo dello sport ha manifestato il proprio cordoglio, cominciando la tredicesima giornata di campionato di serie B sulle note della Marsigliese.

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