L’amore di Ammaniti per l’India raccontato in un documentario

Eris, Baba Shiva e Baba Giorgio sono tre italiani che quasi quarant’anni fa hanno lasciato tutto scegliendo di stabilirsi in India. Tre storie di “emigrazione spirituale” che lo scrittore Niccolò Ammaniti ha raccontato nel documentario “The Good Life”, e di cui parlerà dal vivo oggi alle 18 al Museo delle Arti Orientali di Torino. L’esordio alla regia del vincitore del Premio Strega – autore di best sellers come “Io non ho paura” e “Come Dio comanda” – si compone di 70 minuti di intensa narrazione. I tre protagonisti del racconto non tornano in Italia dagli anni ’70 e, sullo sfondo della loro testimonianza, compare infatti il ritratto di un Paese che ormai non esiste più.

Ammaniti, al contrario, non compare mai, nemmeno come voce fuori campo: il reportage è interamente affidato a questi tre uomini che, per ragioni differenti, hanno scelto l’India come nuova patria, un paese complesso e affascinante dove hanno trovato il senso della propria esistenza. Durante l’incontro sarà possibile assistere anche a una parte del documentario, attraverso il racconto di Baba Giorgio. Un torinese scappato da casa a 14 anni per trasferirsi nella zona del Kashmir, e diventato sacerdote sadhu dell’ordine dei Nat e custode del tempio locale. Al Mao sarà presente anche la sociologa Erica Barbiani, una delle fondatrici di Videomante – casa di produzione del documentario di Ammaniti – creata insieme con l’antropologa Elena Vera Tomasin.

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