Via Asti: l’aula studio aperta 24 ore su 24

Dal 29 maggio Torino avrà un’aula studio in più. L’ex caserma di via Asti, “occupata” ad aprile e al centro di tante discussioni politiche e non, apre il portone al civico 22 a tutti coloro che avranno bisogno di un’aula in cui studiare.
Aperta 24 ore su 24 sette giorni su sette, con il wi-fi gratuito e un’area relax per le pause, l’aula studio di via Asti vuole essere una biblioteca popolare, uno spazio comune restituito alla cittadinanza. I volontari che hanno contribuito alla sua creazione sono gli stessi ragazzi che settimane fa si sono occupati dell’intero edificio, costruendo la mensa sociale dove ogni sera vengono distribuiti sessanta pasti gratuiti, coltivando l’orto, che hanno battezzato “resistente”, e organizzando mostre aperte a tutti.
Matilde Baravaglio è una di quei giovani che fin dal 18 aprile, giorno della “presa” dell’ex caserma insieme a Terra del Fuoco, si occupa di via Asti: “Alla base di ogni azione c’è la volontà di riconoscere in quell’ex caserma un importantissimo luogo di memoria storica, che non poteva essere abbandonato al degrado, tantomeno smantellato per farne villette e supermercati”. L’idea della biblioteca nasce da un’esigenza reale per la città di Torino: “Si è convenuto che uno dei luoghi in questo momento più utili in quanto città universitaria, soprattutto con la vergognosa situazione di Palazzo Nuovo, fosse un’aula studio sempre aperta – racconta Baravaglio – L’averla realizzata, proprio in senso pratico, perché i ragazzi si sono dimostrati dei fantastici falegnami e carpentieri, significa aver contribuito a restituire alla città un luogo così importante dal punto di vista storico, culturale e morale, trasformandone parte in una struttura utile e sfruttabile da chiunque, specialmente dai giovani”. Anche Oliviero Alotto, presidente di Terra del Fuoco, ha partecipato alla costruzione della biblioteca: “Abbiamo utilizzato materiale di recupero per allestire i tavoli e una parte della struttura della caserma tenuta molto bene”. L’aula studio è anche una denuncia: “E’ impensabile che a Torino, città universitaria, non esistesse una biblioteca aperta 24 ore su 24 – prosegue Alotto – Se poi si pensa che abbiamo costruito tutto praticamente a costo zero, risulta ancora più impensabile una mancanza così forte”.
La biblioteca è l’emblema di quello che via Asti sta diventando. All’inizio erano circa una cinquantina di persone a occupare, ora sono più di mille. E’ stato appena aperto il sito ufficiale e tante sono le iniziative future.
Michele Curto, capogruppo di Sel al Comune di Torino, che si è molto bast5tuto per trovare una soluzione per via Asti, spiega perché costruire un’aula studio sia venuto naturale: “I locali sono perfetti, freschi, e non c’è voluto molto lavoro, solo un po’ di olio di gomito. I ragazzi che stanno occupando sono in periodo esami e via Asti è diventato un luogo ideale dove studiare. In più, la riforma della scuola è stata al centro di molti dibattiti nell’ex caserma”.

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