Le madri degli operai Thyssen ai sei imputati: “Mercenari”

TORINO. Oggi, davanti al Palazzo di Giustizia  di Torino il Collettivo Comunista Piemontese  ha diffuso un volantino con le fotografie dei sei imputati del processo ThyssenKrupp con la definizione: mercenari.

“Difendo una causa impopolare” ha commentato l’avvocato Franco Coppi che in corte d’Assise ha così aperto le arringhe del collegio difensivo. Il discorso pronunciato in difesa degli imputati ha irritato le madri degli operai deceduti nell’incendio del 2007 tanto da farle uscire dall’aula. “Devono bruciare anche loro – ha urlato una signora all’indirizzo degli avvocati –  hanno un bel coraggio a difendere degli assassini”.

“Non ci adontiamo – ha aggiunto Coppi poco prima che le donne uscissero per protesta –  perché ci rendiamo conto dei sentimenti che provano i familiari delle vittime a cui portiamo senza retorica la nostra solidarietà. Io stesso se mi fossi trovato al loro posto avrei reagito anche peggio. Ma noi non siamo mercenari, siamo uomini di legge come i pubblici ministeri. Abbiamo il dovere di portare un contributo alla giustizia”.

Secondo Coppi la tragedia costata la vita ai sette lavoratori della ThyssenKrupp di Torino non può essere considerata un omicidio. Per l’amministratore delegato Harald Espenhahn l’accusa ha chiesto 16 anni di carcere per omicidio volontario con la forma giuridica del “dolo eventuale”.

Coppi ha affermato che l’impostazione dei pubblici ministeri non é corretta perché, se fosse così, il dirigente “avrebbe dovuto accettare non il rischio di provocare delle morti, ma l’evento”, come se fosse stato un “bandito” che spara durante una fuga. “Il quadro di un amministratore delegato –  ha aggiunto – di una società che decide di sacrificare la vita dei suoi dipendenti per risparmiare del denaro è impensabile a meno di non considerare quell’amministratore delegato un assassino come quei personaggi autori di condotte lontane che stiamo rievocando in questi giorni”.

This entry was posted in Futura, Notizie and tagged , . Bookmark the permalink. Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Scrivi un Commento

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

You may use these HTML tags and attributes <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>