Economia da risorse rinnovabili: in Italia il futuro è già oggi

Il futuro dell’economia mondiale passa dallo sviluppo della sostenibilità. È un obiettivo prioritario delle politiche europee che ogni anno destinano risorse e investimenti nella ricerca, per un’economia sempre meno dipendente da fonti non rinnovabili, come i combustibili fossili, nel maggiore rispetto dell’ambiente.

La direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo e Assobiotec tramite il “2° rapporto sulla bioeconomia in Europa” sottolineano il ruolo cruciale di questa fetta del mercato che abbraccia la produzione sostenibile nel settore agricolo, biochimico, alimentare, nell’industria della carta e del legno e in tutti quelli che hanno a che fare con risorse biologiche e rinnovabili.

Leonardo Vingiani, direttore di Assiobiotec, l’associata a Federchimica dedicata allo sviluppo delle biotecnologie, spiega che “i numeri presentati testimoniano che la bioeconomia è già una realtà importante in Italia e che le biotecnologie industriali sono motore di questo meta-settore da cui dipenderà sempre di più la capacità del nostro paese di conciliare crescita, creazione di posti di lavoro altamente qualificati e sostenibilità ambientale”.

La bioeconomia in Italia ha un peso sostanziale con un valore nel 2013 di oltre 244 miliardi di euro, pari al 7,9% del totale, e impiega 1,5milioni di occupati. Aspetto rilevante è la produzione di biocarburanti nel 2014, pari a 483mila tonnellate che valgono 359 milioni di euro. In questo, nonostante un ruolo da comprimario nel commercio mondiale, il tessuto produttivo è in forte espansione, con impianti diffusi su tutto il territorio, grazie all’innovazione tecnologica e agli investimenti nella riconversione dei siti petrolchimici tradizionale. Su scala globale le esportazioni nel settore bioeconomico nel 2014 sono il 12,6% del commercio mondiale (2.396 miliardi di dollari) in crescita rispetto al 9,8% registrato nel 2007.

Nel rapporto viene quantificato il valore della bioeconomia individuando dei prodotti di materiale chimico realizzabili potenzialmente attraverso l’utilizzo di risorse rinnovabili, sulla base delle tecnologie esistenti ad oggi. Un passaggio fondamentale per la riduzione delle emissioni di gas serra, la svolta che il pianeta chiede a tutti i capi delle nazioni riunite nella conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici.

 

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