“Liberate Rossella”. L’appello di Torino

Una maxi fotografia di Rossella Urru da oggi pomeriggio è visibile sulla facciata del Municipio di Torino e  rimarrà fino a quando la cooperante italiana non verrà liberata.  Con questo gesto la Città di Torino ha voluto aderire alla campagna di sensibilizzazione per liberare Rossella, che coinvolge anche altre importanti città italiane. 

Rossella Urru, 29 anni, é stata rapita la notte fra il 22 e il 23 ottobre 2011, assieme a due cooperanti spagnoli, dal campo profughi di Hassi Raduni, nel deserto algerino sud occidentale, dove i rifugiati Saharawi trovano cibo, acqua, cure.  Ora ad aspettarla a casa a Samugheo , paesino a meno di mezz’ora d’auto da Oristano, oltre alla mamma Marisa, dirigente dell’ufficio tecnico di Samugheo, ci sono il papà Graziano, comandante della polizia locale e i fratelli Fausto e Mauro. Rossella Urru, dopo la laurea a Ravenna in cooperazione internazionale e una collaborazione con il Comune in un progetto umanitario per il popolo Saharawi, lavorava da circa due anni in Algeria per la ong Cisp. Con questa terra la giovane volontaria aveva un legame speciale: infatti persino la sua tesi di laurea trattava del dramma delle donne e dei bambini di questo angolo di deserto africano.

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