Lotta alle mafie e inclusione sociale: l’impegno dei ragazzi di Libera per i giovani

Oggi a Torino si discute di solidarietà e responsabilità sociale. Alle 16, in via XX Settembre 40, nella sede della Banca Nazionale del Lavoro (Bnl), verrà presentata l’iniziativa “Libera Giovani con Bnl”, progetto per favorire l’inserimento sociale dei giovani immigrati portato avanti dalla rete di associazione Libera con il sostengo della Bnl. Interverranno don Ciotti, fondatore di Libera, e Fabio Gallia, presidente di Bnl. “Libera ha la facoltà di conferire alcuni dei fondi che riesce ad intercettare – ha spiegato Francesca Rispoli dell’Ufficio di Presidenza nazionale di Libera – ad altre associazioni che fanno parte della rete. Lo scorso anno è accaduto con Terra del Fuoco, che si è occupata del progetto riguardante il ‘Dado’ di Settimo Torinese, comunità per l’accoglienza e l’inclusione sociale di giovani immigrati” e aggiunge: “Il prossimo anno, anche se non è ancora ufficiale, stiamo pensando ad un progetto con le vittime di tratta”.

Libera, associazione di contrasto alle mafie, è un network che riunisce centinaia di associazioni, a livello nazionale e locale. Diversi gruppi operano anche sul nostro territorio. “Mi sono avvicinata a Libera quando frequentavo l’Università”, ha detto Sara Faraci del presidio di Volvera, creatosi attorno alla gestione di Cascina Arzilla, bene confiscato alla mafia. “E’ stata per me una sorta di terzo occhio per vedere la realtà da un’altra angolazione”.

Le tematiche affrontate da Libera sono delicate e riguardano aspetti di una realtà cruda e dolorosa ma, nonostante questo, la capacità di coinvolgimento dei giovani, sin dalle scuole superiori, è marcata: “La forza di Libera è la credibilità”, ha spiegato Flavia Trapani, anche lei parte del presidio di Volvera. “Quando vai a parlare nelle scuole e porti le storie dei parenti delle vittime di mafia – storie che conosci personalmente – i giovani sono toccati profondamente e ti danno credito: il loro impegno è fondamentale per cercare di sbrogliare i nodi irrisolti di questo paese”. “Quando ho iniziato a collaborare – ha aggiunto Sara – pensavo che il nostro impegno potesse essere più di supporto ai gruppi del Sud. Invece, mi sono accorta che anche qui c’è molto da fare e che c’è sempre bisogno di lavorare per la legalità”.

Lavorare su queste questioni potrebbe forse apparire scoraggiante, una lotta impari contro un nemico troppo grande, ma i ragazzi che si dedicano all’associazione non hanno questo sensazione. “Non ho mai avuto la sensazione di scollamento con la realtà”, ha spiegato Sara. “Libera ha una grande capacità di lavorare su questioni concrete” mentre Flavia dice di “sentirsi utile, perché hai sempre la consapevolezza di essere in tanti, anche quando le iniziative che portiamo avanti non hanno sui media una grande risonanza”.

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