L’Università scende in piazza contro il Governo

“La Conoscenza non si vende, si apprende”, “Il futuro è nostro riprendiamocelo”, “Solo la conoscenza cambierà il mondo”: proprio nel giorno in cui i ministri dell’Istruzione Mariastella Gelmini e quello della Gioventù, Giorgia Meloni, hanno annunciato la seduta di insediamento (giovedì 19) del primo Tavolo interministeriale per il diritto allo studio, gli studenti attaccano la riforma del Governo. E lo fanno numerosi, con manifestazioni colorate e pacifiche, con vino, musica e sporadici scontri con le forze dell’ordine. La data scelta per queste manifestazioni (organizzate nell’ambito della giornata internazionale per i diritti degli studenti) non è casuale, visto che oggi è l’anniversario della rivolta degli studenti del Politecnico di Atene schiacciata dai carri armati dei Colonnelli il 17 novembre 1973.

I cortei, promossi da Unione degli Studenti e Link-Coordinamento Universitario, hanno sfilato in oltre cinquanta città italiane, compresa Torino (clicca sul link per approfondimenti sull’Onda torinese). “Scuole, università, accademie sono oggi unite per chiedere maggiori fondi sul diritto allo studio – spiega Stefano Vitale, dell’Unione degli Studenti – vogliamo permettere a tutti gli studenti di poter studiare indipendentemente dalle condizioni economiche, chiediamo edifici sicuri e non fatiscenti, chiediamo una didattica innovativa, chiediamo maggiore democrazia e partecipazione nei luoghi di studio, al di fuori da ingerenze dei privati”.

no-gelmini-4909f626d9529

Sono tanti, in tutta Italia, i rettorati occupati, numerose le Minerve ricoperte da striscioni e gli slogan anti-Gelmini. “Nelle università la protesta si concentra – osserva Vitale – contro il ddl che mira a privatizzare gli atenei”. “La protesta di oggi che vede mobilitarsi 150.000 studenti è il segno che gli studenti italiani non si sono addormentati, non si sono scordati i pesanti tagli del governo ma, anzi, sono una forza attiva nel paese che chiede e continuerà a chiedere con forza di essere ascoltata”. A Milano, alcune decine di studenti , a pochi metri dal Duomo, sono stati fronteggiati dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa, intervenute per interrompere un corteo non autorizzato. Quattro ragazzi sono stati bloccati per aver rovesciato alcuni cassonetti, mentre il resto degli studenti continuava a intonare cori contro lo sgombero dell’istituto “Gandhi”, avvenuto sabato scorso. Tra i motivi della protesta anche l’arresto nei giorni scorsi di cinque militanti dell’area anarco-antagonista milanese accusati di rapina aggravata per un episodio avvenuto ad ottobre in Statale.

A Firenze un corteo di studenti e di militanti dei centri sociali fiorentini ha sfilato per le strade del centro storico fino alla stazione di Santa Maria Novella: alcune centinaia di loro hanno occupato per circa venti minuti quattro binari ferroviari. A Napoli ci sono stati lanci di palloncini carichi d’acqua contro il portone d’ingresso della sede della Provincia, mentre a Trieste una delegazione di studenti è stata ricevuta in Consiglio regionale da Piero Camber (Pdl), presidente della sesta commissione.

A Palermo gli studenti medi dell’Onda hanno occupato la succursale dell’istituto magistrale Regina Margherita in piazza Guzzetta, e hanno organizzato dibattiti, spettacoli e concerti contro la riforma. Altri gruppi formati da universitari e studenti medi hanno occupato la sede dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione.

“I centri sociali non rappresentano gli studenti italiani, ovvero i milioni di ragazzi che studiano e si impegnano e che sperano di trovare nelle scuola non un luogo di indottrinamento ideologico ma un’istituzione che li prepari a un vero lavoro”: questo il laconico commento del ministro Gelmini in risposta alle occupazioni e ai cortei che continuano a infiammare l’Italia.

This entry was posted in Senza categoria. Bookmark the permalink. Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Scrivi un Commento

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

You may use these HTML tags and attributes <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>