“La magia non è cambiata, riesce ancora a stupire”

Si chiama “Super Fantasy Magic Show” lo spettacolo di prestigiatori che, dal 26 al 30 dicembre, porterà un po’di polvere di fata in corso Galileo Ferraris a Torino, nella Casa del Teatro ragazzi e giovani. Cosa dovremo attenderci da questa performance? Ma soprattutto: cosa significa, nel 2015, essere un mago? Ne ha parlato il torinese Andrea Petrosillo, protagonista giovanissimo – appena 20 anni – della cinque giorni magica.

Cos’è “Super Magic”?

“È una versione di strada del varietà magico. Filo conduttore è il viaggio del Giullare magico, un personaggio che nel suo vagare nelle terre della fantasia incontrerà personaggi bizzarri. Insieme a me ci saranno Mister David, Campione del mondo 2013 di street magic con la sua compagna in scena e nella vita Elena Timpanaro; Lilyth, una delle poche illusioniste donne, ottima trasformista; Jonny Magic, affascinante manipolatore di ventagli;Mister Gallina, che con tanto di cappello a cilindro e mantello, creerà meraviglie con i fiori, e Mago Budinì, divertente e scatenato illusionista. La vera particolarità sarà la “merenda con il mago”, prima dello spettacolo”.

Come si è avvicinato al mondo della magia?

“In famiglia abbiamo tutti il pallino per l’arte. Mio padre ha l’hobby della pittura e mio fratello è un musicista. Il mondo dell’illusionismo mi affascina da sempre, tanto che uno dei miei primi ricordi risale a quando avevo 10 anni e vidi David Copperfield in tv. Nel maggio 2011 misono iscritto al Circolo Amici della magia di Torino. Durante il primo anno lì quasi nessuno sapeva chi fossi, ma adoravo vedere gli altri maghi in azione e ascoltare storie sugli illusionisti. Una sera sono salito sul palco del laboratorio di magia per provare un numero e da quel momento ho cominciato a farmi conoscere. Dopo alcuni mesi, ho portato in scena i primi spettacoli. Nel 2013 ho partecipato al campionato italiano di magia a Saint Vincent arrivando, primo con mia grande sorpresa”.

Chi sono i suoi maestri?

“Tutte le persone che ho conosciuto al Circolo che considero anche miei amici e con cui ho un continuo scambio di idee sulla realizzazione dei numeri e su come catturare l’attenzione del pubblico: solo per citarne alcuni, Marco Aimone, il presidente, e Tiziano Berardi, che è per noi una sorta di tutor di laboratori magici”.

Si riesce ancora a catturare il pubblico e a far sorridere come in passato?

“La magia fa ridere come “reazione allo stupore”, per questo, concettualmente parlando, non è cambiata nel corso del tempo. Naturalmente, oggi si resta di stucco per qualcosa di molto più forte rispetto ad anni e secoli fa, quando il mondo era più semplice. Perciò, malgrado il “metodo magico sia sempre lo stesso”, si riesce ancora a stupire. Ciò che cambia è la varietà dei trucchi, il modo in cui lo spettacolo è presentato. L’originalità, come in tutte le arti, è premiata”.

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