Mirafiori si mobilita per Pomigliano D’Arco

Lo stabilimento Fiat a Mirafiori

Lo stabilimento Fiat a Mirafiori

Una raccolta firme tra gli operai Fiat di Mirafiori per sostenere la Fiom nella protesta contro l’accordo su Pomigliano d’Arco. Si tratta dell’iniziativa del sindacato Cgil dei metalmeccanici che ieri non ha firmato l’accordo separato con l’azienda sull’impianto campano, a differenza delle altre sigle come Cisl e Uil.

“L’iniziativa iniziata in queste ore – ha commentato Federico Bellono, segretario generale della Fiom di Torino – intercetta una prima esigenza da parte dei lavoratori di rispondere all’accordo di Pomigliano”.
Lunedì sono state tenute delle assemblee molto partecipate durante le quali i lavoratori sono intervenuti per avere informazioni e contestare il piano industriale. ”Da parte dei lavoratori – aveva affermato lunedì Bellono – c’è apprezzamento per un piano che prevede investimenti, sviluppo e nuovi modelli per Mirafiori, obiettivo che anche a noi interessa perseguire. Ma, allo stesso tempo, queste assemblee ci dicono che prima di mettere in discussione diritti importanti, contrattuali, di legge o addirittura costituzionali come quello di sciopero è bene non sottovalutare i lavoratori: bisogna discutere con loro”. Mercoledì, a supporto della raccolta firme, i delegati Fiom stanno distribuendo volantini contro l’accordo di ieri all’interno dello stabilimento.

Maurizio Landini

Maurizio Landini

L’accordo (visibile sul sito della Fiom) prevede il rilancio di Pomigliano d’Arco decuplicando la produzione di veicoli e riportando in Italia le linee della Panda, ora in Polonia. Tuttavia, per fare tutto ciò, il Lingotto pone delle condizioni diverse. La fabbrica sarà in funzione tutto il giorno, sei giorni a settimana, con tre turni giornalieri di otto ore, per un totale di 18 turni settimanali.L’azienda potrà anche usufruire di 80 ore annuali di straordinario senza un accordo preventivo coi sindacati. Secondo la Fiom si tratta di “un ricatto, non un accordo”, un ricatto che metterebbe a repentaglio i diritti dei sindacati e dei lavoratori. Il documento della Fiat «continua a mantenere profili di illegittimità giuridica, – ha affermato il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini – non solo sugli orari di lavoro ma anche per le malattie e il diritto di sciopero. Non comprendiamo il fatto che Fiat voglia far passare l’idea che per investire bisogna cancellare i contratti e le leggi: sarebbe un grave danno per tutti».

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