Il nuovo Mito SettembreMusica. “Vogliamo aprirci al pubblico non specialistico”

Per il decimo anno consecutivo torna il festival “Mito SettembreMusica”, unico nel panorama internazionale a svolgersi simultaneamente in due grandi città dalla tradizione musicale antica e di qualità, Torino e Milano. Per venti giorni, dal 2 al 22 settembre, “Mito” porterà la musica classica, in tutte le sue possibili declinazioni, nelle centralissime piazza del Duomo a Milano e piazza San Carlo a Torino, senza contare i numerosi concerti disseminati nelle varie circoscrizioni cittadine.
“Mito” torna rinnovato, grazie alla nuova presidente, Anna Gastel, e al nuovo direttore artistico, Nicola Campogrande, e con un obiettivo: modernizzare le pratiche dell’ascolto aprendosi al pubblico non specialistico. “La musica classica, come forma d’arte, è pari solo alla gastronomia, per il piacere che si può trarre dal suo ascolto – ha detto Campogrande -. Abbiamo ripensato la ‘forma concerto’ affinché non siano solo gli esperti, ma anche i neofiti, a godere della buona musica. Tanti cittadini hanno paura di non capire i brani classici. Da qui la nostra decisione di proporre un tema, “Padri e figli”, che farà da filo conduttore ai concerti”.

E sempre per venire incontro agli ascoltatori, quest’anno ogni esibizione sarà introdotta da due esperti in comunicazione musicale. A Torino saranno Stefano Catucci e Antonio Valentino a chiarire la giusta chiave d’ascolto. Nella stessa ottica un’altra novità: il concerto “open singing”, che si terrà il 10 settembre a Milano e il giorno successivo a Torino. L’evento mira a coinvolgere il pubblico come parte attiva della performance: tutti diventeranno cantori, intonando i brani in programma sotto la guida del direttore Michael Gohl e con il sostegno del Coro Giovanile Italiano, in veste di guida sul palcoscenico. “Gohl chiederà alla piazza: ‘Chi pensa di essere un soprano?’ Il pubblico potrà così mescolarsi ai musicisti per un canto comune e sentirsi parte di un grande progetto”, ha aggiunto Campogrande.

“Molti di noi si avvicinano alla musica alla ricerca di sensazioni profonde – ha dichiarato commosso Maurizio Braccialarghe, assessore alla cultura del Comune di Torino, al termine del suo mandato -. La musica stabilisce un linguaggio universale, supera le frontiere, fa scattare qualcosa dentro ognuno di noi che predispone a un rapporto diverso con gli altri. Negli anni Mito ha saputo tutelare questo tesoro inestimabile, mi auguro ci riesca anche in futuro”.
Il ricchissimo cartellone 2016 è stato pensato in memoria di Giorgio Balmas, inventore di SettembreMusica scomparso 10 anni fa. “Gli abbiamo dedicato questa edizione perché fu lui ad avere l’intuizione di far cadere il festival, oggi divenuto Mito, a settembre. Non c’è un altro festival, in Italia, che sia durato 39 anni”, ha commentato la nuova presidente Anna Gastel.
I concerti, fra Torino e Milano, saranno 160, 80 per ogni città. Qualche numero: in programma le musiche di 112 compositori viventi, 8 prime esecuzioni assolute, 2 prime per l’Europa e 4 per l’Italia. La serata d’apertura sarà affidata alla London Simphony Orchestra e vedrà come protagonista Gianandrea Noseda.

Quanto alla sezione del festival dedicata ai bambini, Campogrande assicura che non sarà in alcun modo didascalica: “I nostri spettacoli sono stati ritenuti i migliori a livello europeo, perché sono occasioni per far ascoltare a ragazzi e bambini musica classica non ‘semplificata’. Cambiano solo il ritmo e la velocità, i musicisti restano di serie A”.

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