Nasce il Polo del ’900, una casa per la storia contemporanea

Un secolo di storia racchiuso in due edifici nel cuore di Torino. Apre oggi il Polo del ‘900, un luogo unico nel suo genere, sia in Italia, sia in Europa, e trova casa negli ex Quartieri Militari Juvarra, palazzo San Daniele e palazzo San Celso, dove, precedentemente, avevano sede l’Istituto Paravia e gli uffici del Tribunale Fallimentare.

Si tratta di un progetto iniziato nel 2009, che ha visto coinvolte le diverse amministrazioni succedutesi finora, con il contributo determinante della Compagnia di San Paolo, che ha stanziato un finanziamento di 7 milioni di euro alla Città di Torino per consentire proprio il recupero dei due edifici. “Sin dal principio ci è sembrata un’opera di notevole importanza, per questo abbiamo deciso di aiutare quegli enti che si rivolgevano a noi, perché non disponevano delle risorse necessarie a portarla a termine” ha spiegato Luca Remmert, presidente della Compagnia, nel suo intervento durante la conferenza stampa inaugurale.

La “mission” del Polo del ‘900, istituito insieme alla Città di Torino e alla Regione Piemonte, è quella di alimentare la coscienza civica, civile e storica dei cittadini, attraverso tre strumenti: trasmissione di memoria, integrazione e dialogo con il territorio. Al suo interno risiederanno e lavoreranno insieme dodici enti culturali, tra cui l’Anpi, l’associazione degli ex combattenti delle guerre, il Centro studi Gobetti, la Fondazione Istituto Piemontese A.Gramsci, la Fondazione Carlo Donat Cattin, diversi tra loro per storia, tradizioni e cultura, che metteranno a disposizione del pubblico i loro archivi, ricchi di pubblicazioni e materiale disponibile, fruibile anche online, per chi svolge ricerche e per le scuole.

Se a palazzo San Celso risiederanno alcuni dei dodici enti, come il Museo Diffuso della Resistenza, l’Istituto Piemontese per la storia della Resistenza e l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resitenza, nei primi due piani di Palazzo San Daniele, saranno accessibili due aree espositive e una biblioteca, uno spazio polivalente per mostre ed eventi, tre aree didattiche, un’area dedicata ai bambini, la mostra permanente Torino 1938-1948 e un rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale. Tutto all’interno dei due edifici, completamente ristrutturati e dove, usando anche strumenti multimediali e interattivi, saranno organizzate una serie di iniziative per tramandare ai visitatori e alle nuove generazioni i grandi avvenimenti del ‘900.

“Qui c’è un deposito di cultura, un luogo eccezionale in tutto il panorama nazionale e internazionale – ha affermato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino – e faccio appello al tessuto imprenditoriale di questa regione perché sappiano dialogare e creare qui nuove opportunità di lavoro”.

Non usa mezzi termini Sergio Soave, presidente del Polo. “Questo spazio è una meraviglia – afferma soddisfatto – Ci sono nove chilometri di consultazione di materiale di tutto un secolo, e grazie all’archivio messo a disposizione dalla Camera di Commercio di Torino, sarà possibile documentarsi anche sulle grandi tappe della storia del mondo di questa città.  lavoro torinese”.

Per coinvolgere maggiormente la città intorno a questo progetto, è possibile diventarne “co-proprietari”, o meglio, “Amici del Polo”. Al piano terra di palazzo San Daniele, infatti, è presente un computer dove si chiede, a chi vuole, di effettuare una donazione.Intanto, prendono il via anche le prime iniziative, come la mostra “Lungo un secolo. Oppressioni e liberazioni del 900”, curata tra gli altri dal professore dell’Unversità di Torino, Peppino Ortoleva, che sarà inaugurata questo pomeriggio.

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