Non desiderare la bici d’altri: le associazioni contro i furti delle due ruote

A Torino si pedala, più che in altre città italiane, non si inquina e si fa anche un po’ di sport. Ma se la bici è rubata, dove va a finire quel senso civico e la sensibilità ambientale che ogni vero ciclista rivendica?

“Io non compro la tua bici” è una campagna di promozione culturale promossa dall’associazione Me.la e Bike Pride: nel weekend del 18 e 19 maggio saranno distribuiti centinaia di depliant. All’interno, un fumetto che spiega perché acquistare una bici rubata alimenti un circolo vizioso. Il “mercato nero” ha tra gli acquirenti molti studenti; la tentazione è forte, complici le tasche spesso vuote e la lontananza da casa. A Porta Palazzo ci si aggiudica una bici per trenta euro – anche meno se si è abili a trattare. Poi, però, se la bici “ricettata” viene rubata di nuovo, ci si lamenta e si grida all’ingiustizia.

foto da http://eco-bici-torino.blogspot.it/

L’idea delle associazioni è proprio quella di promuovere una cultura della “bici pulita”, magari attaccando un adesivo, sul telaio, che la dimostri. E se non ci si fida c’è sempre la punzonatura, fatta nei negozi specializzati, una sorta di marchio indelebile per certificare la proprietà. Infatti si può denunciare il furto solo se la bicicletta è marchiata: il sito della Provincia di Torino registra però solo un furto dall’inizio del 2013. Neanche il bike sharing giallo, il Tobike, è immune dai furti; a ben guardare si vedono le “bici cittadine” ritinteggiate e camuffate con fantasia.

Una comunità folta e fiera, quella dei ciclisti torinesi. Il prossimo 26 maggio è in programma il Bike Pride 2013, giunto alla sua quarta edizione, che partirà dal parco del Valentino. Il sito è ricco di consigli dal must della luce di segnalazione dopo il tramonto agli incroci più pericolosi  cui prestare attenzione.

Il blog eco-bici-torino, gestito da “giovani volenterosi ciclisti urbani” raccoglie video, canzoni, curiosità e anche numerose foto di bici rubate con i relativi appelli dei proprietari che non si rassegnano alla “separazione”.

This entry was posted in Notizie and tagged , , , . Bookmark the permalink. Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Scrivi un Commento

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

You may use these HTML tags and attributes <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>