“Io non rischio”: la cultura della sicurezza raccontata ai giovani

“Dopo tutto ciò che è successo, dopo quello che è accaduto a mio figlio, le nuove generazioni sono diventate più attente al problema della sicurezza di quanto lo è stata la nostra. È però importante dar loro ascolto, se lo faremo sono sicura che non falliranno come abbiamo fallito noi”.

Sono parole forti, ricche di consapevolezza e di speranza. Sono le parole di Cinzia Caggiano, madre di Vito Scafidi, il ragazzo che ha perso la vita al liceo “Darwin” di Rivoli per il crollo del soffitto nel 2008. La signora Caggiano è intervenuta alla conferenza stampa di presentazione della sesta “Settimana della Sicurezza”, organizzata dalla rivista Sicurezza e Lavoro, che dal 2010 ricorda le vittime del rogo della Thyssen e che quest’anno avrà un focus particolare sui giovani e sulle scuole.

Lo scorso 2 ottobre l’Osservatorio dell’edilizia scolastica del Miur ha istituito ufficialmente la Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole, che a partire dal 2016 si terrà ogni anno il 22 novembre, giorno della morte di Vito. A Torino, invece, la novità legata alla “Settimana della Sicurezza” è l’avvio del progetto “Io non rischio”, che coinvolgerà scuole e centri di formazione in una serie di iniziative dedicate agli studenti, con l’obiettivo di educarli e sensibilizzarli sul tema.

Tra le attività principali ci saranno laboratori artistici, visite guidate alle aziende del territorio, incontri con imprenditori, sindacati e parenti delle vittime. Inoltre, la piattaforma web creata dalla Camera del Lavoro di Torino per far dialogare tra loro i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza verrà ampliata e resa accessibile a tutti i ragazzi e agli insegnanti coinvolti nel progetto.

“I rischi che si corrono a scuola dovrebbero essere un’interrogazione a sorpresa o una fidanzata che ti lascia, non certo la vita – ha detto la mamma di Vito – , queste iniziative sono importanti per far prendere consapevolezza di tutto questo ai ragazzi”. Il percorso culturale è dunque fondamentale per far sì che simili episodi non si ripetano. “A portarci via Vito non è stato un colpo di vento che ha fatto crollare un soffitto, sono state negligenza e superficialità”, ha concluso Cinzia Caggiano.

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