Nunca mas, oggi a Torino la battaglia delle Madri di Plaza de Mayo

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“Trentamila desaparecidos?” “Presenti!”. “Trentamila desaparecidos?” “Presenti!”
Ancora oggi appelli simili risuonano spesso nelle piazze e nelle strade d’Argentina. La memoria e la voglia di conoscere la verità sono ancora forti in un paese dilaniato dalla dittatura militare terminata nell’83 con l’elezione di Raul Alfonsin.

Una ricerca di verità che è stata tenuta viva, anche negli anni più terribili del coprifuoco, delle sparizioni degli oppositori politici o dei voli della morte, dalle Madri di Plaza de Mayo. Donne coraggiose che per anni hanno sfilato in circolo nella piazza di fronte alla Casa Rosada sede del governo.

Le madri, con un fazzoletto bianco in testa, camminavano in silenzio, e lo fanno ancora ogni giovedì, chiedendo giustizia e notizie sui figli scomparsi. Dentro il palazzo, ieri schiumavano di rabbia i dittatori messi in scacco da poche madri disperate, oggi restano in silenzio, incapaci di dare risposte definitive, i governanti democratici.

Un pezzo di quella lotta senza parole, che negli anni successivi al terrore ha ricostruito la fine di tanti giovani argentini e ha restituito alle legittime famiglie tanti figli, strappati ai genitori bersaglio del regime, questa sera è a Torino. Vera Vigevani Jarach, una delle madri di Plaza de Mayo linea fundadora, parteciperà a una conferenza assieme a Norma Berti, sopravvissuta alla dittaura. Appuntamento alle 16 alla Palazzina Einaudi.

“Nunca mas”, è il nome dell’incontro. Mai più, una battaglia ancora in atto.

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