“Oggi siamo distrutti, ma più protetti” la testimonianza di un torinese da Bruxelles

“Ieri eravamo in allerta, oggi siamo distrutti”, così Alessandro Pisarro, 22 anni di Torino, che da quattro mesi lavora nel ristorante Vert de gris di Bruxelles. “ I controlli sono quadruplicati e mi sento più protetto. Le scuole sono chiuse per lutto, poi iniziano le vacanza di Pasqua, abbiamo tempo per ricominciare”.

Pisarro sta camminando per il centro di Bruxelles, dove abita, in direzione del suo ristorante mentre ci racconta come è cambiata la città, ma soprattutto come è cambiato lui: “Mi sono trasferito per amore: non ho paura di rimanere qui accanto alla mia ragazza, nata e cresciuta in Belgio – racconta il giovane -. C’è tanta solidarietà tra i Belgi: i taxi sono stati gratuiti tutto il giorno e la gente si è aiutata a vicenda in aeroporto e nella metropolitana. Qui in Belgio c’è l’idea che l’unione fa la forza”

Sembrava una bella giornata di sole ieri, ma tutti erano barricati in casa, la città paralizzata, solo il rumore delle sirene e degli elicotteri teneva costantemente in allarme Pisarro: “La bomba è esplosa a poche fermate di metro da casa mia. Potevo esserci io in quel tunnel, poteva esserci la mia ragazza. Tutti i giorni percorre per andare all’Università proprio il tragitto tra le stazioni  Schuman e Maelbeek dove è avvenuto lo scoppio. Ma ieri ha deciso di non prendere la metropolitana”.

 

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