Pasqua vegetariana contro la strage degli agnelli

L’immagine del volantino di Agire.ora

Sono circa 700.000 gli agnelli e i capretti macellati prima di Pasqua ogni anno. Il giorno della loro morte è programmato nei minimi dettagli, a partire dalla fecondazione delle madri: raggiunti i 30 o 40 giorni di vita e non più di 12 chili, vengono caricati sui camion e portati nei mattatoi. Alcuni animali muoiono durante il trasporto; quelli che arrivano, invece, vengono storditi e sgozzati. Aspettano il loro turno tra violenze fisiche e psicologiche, tramortiti e legati accanto ai capi già morti. C’è chi accetta tutto questo, pur di servire a Pasqua un piatto tradizionale. C’è, invece, chi dice no e propone alternative “senza crudeltà”.

Le ha promosse anche papa Francesco che, per le sue parole “in difesa del creato”, domenica scorsa ha ricevuto un “grazie” speciale dalla Federazione italiana associazioni per i diritti di animali e ambiente, impegnata in una campagna nazionale contro il consumo di carne e gli allevamenti intensivi. A condividere questa battaglia ci sono numerosi movimenti. Tra questi il network Agire.ora che, dal 9 al 24 marzo, si è mobilitato con sit-in  nelle piazze italiane, denunciando i maltrattamenti degli agnellini – e, più in generale, di tutti gli animali da carne – nei macelli e tentando così di sensibilizzare le persone. “Attraverso le attività di volantinaggio e di attacchinaggio vogliamo far capire che è possibile evitare un massacro e, nello stesso tempo, mangiare con gusto”, ha spiegato Carlo Lapalorcia, volontario di Agire.ora sul territorio torinese. “La gente spesso agisce per abitudine – ha proseguito – e non pensa che gli animali provano emozioni e dolore come noi. Per non causare loro sofferenze, basta solo cambiare gli ingredienti della nostra grigliata. Non mangiare carne, infatti, non complica la preparazione dei pasti, né limita le uscite a cena: al contrario, la cucina vegetariana è variegata ed è anche salutare”.

Sono sempre di più gli italiani ad esserne convinti, “segno – ha affermato Lapalorcia – che i movimenti che, come Agire.ora, promuovono il rispetto per gli animali e la tutela dell’ambiente lavorano in modo capillare e influenzano le coscienze”. All’aumentare delle iniziative – affissi anche a Torino i cartelloni, che hanno scosso Grosseto, con un feto impacchettato nel cellofan accanto allo slogan “Chi mangi oggi?” – sono aumentati anche vegetariani e vegani. Secondo il rapporto Eurispes 2013, infatti, hanno raggiunto i primi il 4,9% della popolazione, i secondi l’1,1%.

Cosa mangeranno a Pasqua? Agire.ora consiglia di aprire il pranzo con barchette d’indivia e di proseguire con maccheroni zafferano e menta e con un pasticcio di patate e melanzane, accompagnato da spinaci all’indiana. Per dessert, budino d’arancia. Spunti golosi si trovano anche sui siti di suggestivi ristoranti vegetariani, come “Oh! mio Bio!”, in via Cesare Balbo 22, dove è spiegata la ricetta del riso thai jasmine al melone. E tra i menu pasquali più curiosi, c’è quello di Satprem, in via Piave 8, che suggerisce una delicata crema di pomodoro al naturale con lievito maltato e una morbidosa di cereali e tofu fatta in casa e servita con bocconcini di patate. Per vedere grandi chef del calibro di Gordon Ramsay esibirsi nello spettacolo di una cucina senza carne e ricercata, bisognerà, invece, attendere Vegas Uncork’d, il food-festival ospitato a Las Vegas dal 9 al 12 maggio e organizzato dal magazine americano Bon Appétit. Ma torniamo a casa nostra e alla Pasqua: se questa festa rappresenta il trionfo della vita, perché non riflettere e provare a celebrarla prima di tutto a tavola.

 

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