Per un teste la linea 5 della Thyssen era a posto

Da sinistra, la pm Laura Longo e la collega Francesca Traverso

Da sinistra, la pm Laura Longo e la collega Francesca Traverso

Alla linea 5 della Thyssenkrupp, dove un incendio il 6 dicembre 2007 uccise sette operai, “la situazione era adeguata”. Lo ha riferito martedì 27 aprile il testimone Uwe Weber, ingegnere all’epoca assicuratore in forza all’Axa. Fu lui che, insieme ad alcuni colleghi, nell’aprile 2007, ispezionò lo stabilimento per rinnovare l’assicurazione.

Durante l’ispezione “Analizzammo entrambe le linee, la quattro e la cinque. Poi facemmo le nostre considerazioni. Il rischio per noi era più presente sulla quattro. Sulla cinque non vedevamo rischi per l’impianto idraulico”, ha affermato Weber.

“Eravamo lì per dare consigli su miglioramenti da fare e trovare i rischi presenti sulle linee di decapaggio (tra cui la quattro e la cinque,ndr). L’azienda pagava una franchigia molto alta e voleva ridurla”. Per pagare meno avrebbe dovuto effettuare dei miglioramenti tecnici suggeriti dalla compagnia d’assicurazione e quindi, dopo l’ispezione, “ci fu un incontro con i vertici dell’azienda dove si parlò dei punti critici da migliorare”. Nel controesame del pm Laura Longo, Weber ha spiegato che la linea 4 era anche “la più importante e grande, quella che dava più affari, più produzione quindi più business”,”la cinque invece – ha detto – produceva meno”. L’affermazione ha insospettito l’accusa, che ha chiesto se mai la valutazione dell’assicurazione tenesse conto dei fattori produttivi.

“Quando i costi degli interventi sono elevati – ha risposto Weber – per fare qualcosa va capito quali sono le priorità, da dove iniziare. E la linea quattro era più importante. L’interesse di Thyssen era abbassare la franchigia”. Interrogato dall’avvocato di parte civile Sergio Bonetto, Weber ha specificato che per lui “questo ragionamento non rientrava nelle mie raccomandazioni. Perché io faccio un rapporto tecnico che non tiene conto della rilevanza economica. Io valuto i problemi che ci sono per la sicurezza. Poi il cliente ragiona su cosa gli conviene fare, ma io su questo non c’entro”.

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