Piemonte multiculturale, ma non sulle pagine dei giornali

In Piemonte l'8% è straniero
Un censimento sugli articoli apparsi sulle testate locali, per analizzare qual è il livello di interculturalità nei media piemontesi, questa la ricerca dell’Antenna sull’informazione interculturale del Piemonte, presentata oggi al Circolo dei Lettori. Interculturale è “un modo di relazionarsi, di rapportarsi nella società plurale” secondo Anna Ferrero del Centro Interculturale di Torino, che deve restituire “punti di vista diversi, letti con gli occhi delle diverse culture” secondo Silvia Pochettino, di “Volontari per lo sviluppo”. Entrambe sono protagoniste di un video, proiettato nel corso della mattinata, che racconta i punti di vista di professionisti dell’informazione. L’opinione, confermata dallo studio è che, negli ultimi dieci anni, si è andati, più che avanti, indietro. Esaurito l’entusiasmo iniziale per la diversità, si fa spazio una normalità fatta soprattutto di stereotipi negativi.

Per Marinella Belluati, che insieme a Cristopher Cepernich ha analizzato i dati: “la situazione è arretrata, bloccata rispetto alle aspettative di metà degli anni Novanta. L’interculturalità è una pratica embrionale e soprattutto, la situazione è a macchia di leopardo, dipende dalle capacità del singolo giornalista”. Lo studio è a cura del dipartimento di studi politici dell’Università di Torino e dell’Istituto Paralleli, ed è sostenuta dall’Ordine dei giornalisti del Piemonte, che con l’incontro di oggi conclude un ciclo di tre appuntamenti sull’informazione e l’intercultura. Di circa 70 testate locali che si contano in Piemonte  il 48% ha deciso di partecipare, compilando il questionario di autovalutazione. Ciò che emerge è un interesse schiacciante per la cronaca nera e gli episodi di devianza. Negli articoli analizzati lo straniero è autore di crimini nel 67% dei casi, e vittima nel 56%. In controtendenza le buone notizie che raggiungono un buon 56% di spazio. “Emergono stereotipi utili all’agenda politica  – spiega Michele Conoscenti, della facoltà di Scienze Politiche – e alcuni partiti come la Lega sono più capaci di imporre la propria agenda”. Ma ci sono anche esempi positivi, di alcune testate, radio, tv e periodici, in totale sette, che hanno sviluppato delle esperienze significative. Come Radio Torino International, che ha dieci notiziari in lingua (rumena, spagnola, araba…) e Radio Antenna Uno che dalla musica partenopea ha investito sulla comunicazione alla comunità sudamericana.

Dai dati si è passati al commento, quando, nella seconda parte della mattinata, sono intervenuti operatori dell’informazione, moderati da Stefanella Campana, giornalista, responsabile area media di Paralleli e ideatrice della ricerca.  Lorenzo Del Boca, presidente dell’Ordine dei giornalisti parla di “giornalista cartina di sole della società, se cambia il Paese il cronista dovrebbe fare lo stesso, ma non sempre ha gli strumenti culturali necessari”. “Compito dei giornali è indirizzare il sentire comune, non solo registrarlo – commenta  Vittorio Sabadin, vicedirettore della Stampa – ma i giornali che vendono di più sono quelli che lo seguono”. E poi: “non c’è sempre un pregiudizio, ma un’informazione magari sbagliata”.

“Sono arretrati i media o la società italiana?” si chiede Roberto Natale, presidente Fnsi, al tavolo insieme a Carlo Cerrato, responsabile Tg regionale, Alessandra Comazzi, segretario del sindacato dei giornalisti, l’associazione stampa subalpina, Roberto Moisio, capo gabinetto della presidenza della giunta regionale e Pietro Policante, presidente Fipeg Piemonte, l’associazione piccoli editori.

Intanto, dal 2008, c’è una nuova carta deontologica che impone ai giornalisti linee guida per il trattamento delle informazioni riguardanti i rifugiati, i richiedenti asilo, le vittime della tratta e i migranti. Anche dall’osservanza di queste regole si giocherà il futuro dell’ interculturalità.

Link utili: Istituto Paralleli;
Mente Locale
Carta di Roma

This entry was posted in Notizie and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink. Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Scrivi un Commento

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

You may use these HTML tags and attributes <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>