Sono piemontesi i “Commenti memorabili”

“A 27 anni ero una persona comune avevo una macchina, una ragazza, un lavoro. Ma non ero contento”. Fabrizio Biasibetti, 28 anni, è di Carmagnola e ha un milione e 800mila persone che hanno creduto in lui e nella sua idea. Tanti sono, infatti, i fan della pagina Facebook Commenti Memorabili: una raccolta degli screenshot con i commenti più divertenti della rete.

Come, ad esempio, la storia di un uomo che si era finto scomparso in un’immersione per sfuggire alle nozze, e che un utente ha commentato: “Il sub Mattia Pascal”, o la notizia di un’aggressione da parte di un cittadino molisano a una poliziotta, apostrofata con la frase: “Assolto perchè l’imputato non esiste”, ironizzando sul fatto che il Molise è una delle regioni più piccole d’Italia.

Dopo molti lavori svolti per aiutare la famiglia ha deciso di ripartire da zero: “Sono sempre stato autodidatta, e seguendo i social, specialmente Facebook, ho capito che sono molto più divertenti i commenti sotto i post che non i post stessi. Da quel momento mi è balenata l’idea di questa pagina”.
Dopo le difficoltà iniziali nel febbraio 2015 Commenti Memorabili ha raggiunto 100mila persone, e da quel momento la strada è stata in discesa: a dispetto del numero di ‘mi piace’, infatti, raggiunge sulla rete 12 milioni di persone.

Oggi ha un socio, anche lui piemontese, che desidera restare anonimo e che lo ha aiutato a “fare il salto di qualità. Insieme a lui abbiamo fondato la società, e presto lanceremo il sito”. Biasibetti ha anche due ragazzi che lo aiutano con la parte artistica e logistica: “La soddisfazione è tanta, ma dietro c’è un sacrificio enorme. Senza il team che mi aiuta questo progetto sarebbe impossibile e ingestibile”.  Oggi è riuscito a trasformare la sua passione per la satira in una professione: ha una rubrica su Radio 105, ha scritto un libro che raccoglie i post migliori che ha presentato all’ultima edizione del Torino Comics. Successo, ma anche responsabilità.

“Quando scrivo qualcosa lo vedono migliaia di persone – racconta –. È un’arma, ma posso scegliere come usarla. Gli italiani sono abituati a programmi come Colorado Cafè dove l’argomento più trattato è la moglie seccante e il marito che se ne lamenta. Io penso, invece, che non ha senso fare comicità spicciola, motivo per cui non vedrete mai sulla mia pagina cose di questo tipo. E non vedrete mai politica o calcio, argomenti abusati”.

Ma la satira ha un limite?: “In tutte le cose ci sono dei confini da non superare, come scherzare su una persona scomparsa da poco. Detto questo gli italiani dovrebbero diventare più tolleranti e aperti, e imparare a ridere anche delle cose brutte e delle offese”.

This entry was posted in Notizie, Young and tagged , , , , . Bookmark the permalink. Comments are closed, but you can leave a trackback: Trackback URL.