Il pop dei Pagliaccio arriva a Carmagnola

“Io sono un clown e faccio collezione di attimi”. Lo scrive Heinrich Boll nel suo ‘Opinioni di un clown’, romanzo che racconta tre ore della vita di Hans Schiner, giovane pagliaccio che, nella Germania post nazista, vive la fine della storia con Maria. Si rifugia nella malinconia di un amore ormai perduto, imbraccia una chitarra e canta tra i passanti. Tutti temi che tornano in ‘La Maratona’, secondo disco dei Pagliaccio, realizzato grazie al crowdfunding. Stasera, venerdì 29 aprile, la band biellese indie-pop suonerà al Margot di Carmagnola. I Pagliaccio sono tre: Marco Sgaggero, Marco Massa e il frontman, Alessandro Chiorino.

Alessandro, siete in tour dal 2012. Vivere di musica, in Italia, è possibile?
“Non ce la facciamo ma almeno le entrate coprono le spese. Dopo il primo album, ‘Eroironico’, abbiamo smesso di lavorare per riuscire a suonare il più possibile, ma abbiamo dovuto riprendere tutti. Io sono uno psicologo del lavoro, mi sono laureato all’Università di Torino. Marco Sgaggero si occupa di accoglienza in un centro per richiedenti asilo a Biella, mentre Marco Massa è un artigiano. Vorremmo vivere di musica, ma non è facile. Abbiamo avuto la fortuna di suonare al Rock in Roma, un evento pazzesco: ricorderemo quel palco per sempre”.

In ‘La Maratona’, oltre alla collaborazione con gli Ex-Otago, c’è anche quella con il torinese Bianco…
“Sono nostri amici e amiamo molto i loro progetti. Bianco sarà in tour con Niccolò Fabi, gli Ex-Otago ultimamente passano spesso in radio. Siamo molto felici per loro”.

Sta andando bene anche il video del singolo ‘Amore Cieco’, disegnato da Alessandro Baronciani…
“Siamo suoi fan e abbiamo sempre voluto realizzare un video di animazione. Ci è sembrato che questa canzone si prestasse. Racconta l’amore tra due non vedenti, tant’è che inizialmente abbiamo pubblicato un ‘non-video’, tutto nero, in occasione della giornata mondiale della vista. Baronciani ha saputo darci quello che cercavamo: delicatezza, eleganza e ironia”.

Nella traccia ‘L’occasione’ parlate di uno “schifo di ventennio”…
“Il riferimento è al buio culturale, è cambiato il modo di intendere e di fare musica, basta pensare ai talent. Prima c’era un’attenzione migliore, le basi sono state picconate e oggi ne paghiamo le conseguenze”.

È cambiata anche la fruizione, non si vendono più dischi. La soluzione può essere Spotify?
“Credo che il futuro sia lo streaming. A livello indipendente, l’etichetta serve alla promozione di una band: una label rispettata ti consente di fare più concerti e di andare ai festival più importanti”.

Oltre al lavoro e alla musica, cosa c’è nella giornata tipo di un Pagliaccio?
“Sono drogato di serie tv, il male del nostro secolo a livello di dipendenza. Recentemente ho visto ‘Vinyl’, da musicista l’ho apprezzata molto. E poi c’è il calcio. Sono juventinissimo, ma ho nostalgia per la dimensione romantica. In ‘La Maratona’ c’è ‘Portiere volante’, canzone che racconta le partite in strada tra ragazzini. E poi il ruolo del portiere è particolare, dev’essere un po’ pazzo: ci è sempre piaciuto Higuita”.

State lavorando a un terzo disco?
“È in cantiere. Suoneremo fino a fine maggio, per poi iniziare a lavorare sull’album. Abbiamo la necessità di fermarci per riuscire ad avere la testa giusta e scrivere cose nuove”.

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