Premio Piemonte Mese, una palestra per i giovani giornalisti

Scrivere delle bellezze nascoste della propria terra spesso può rappresentare il primo approccio al giornalismo. Ed è quello che è capitato a molti partecipanti del premio Piemonte Mese. L’obiettivo del concorso giunto alla nona edizione è dare spazio a giovani potenziali giornalisti che raccontino le storie e i valori del Piemonte.

I vincitori di quest’anno che verranno premiati oggi, mercoledi’ 13 gennaio alle 17 presso la Sala Viglione di Palazzo Lascaris a Torino, sono Federico Carle e Andrea Di Salvo, rispettivamente nelle sezioni cultura e ed economia. Carle studia medicina, Di Salvo fisica ma entrambi coltivano la passione parallela per la scrittura.” Vogliamo fare di questo giornale -afferma la presidente Lucilla Cremoni- non una casa di riposo per vecchie glorie ma una palestra per giovani giornalisti”. L’edizione 2016 ha ricevuto 193 elaborati, un risultato record per il concorso, su temi che vanno dalla cultura all’economia passando per turismo, ambiente ed enogastronomia, con una qualità media molto alta, assicura la presidente: “La sfida è stata scoprire qualcosa di fresco e interessante, scritto con passione e vitalità. Nei partecipanti cerchiamo la curiosità, fuori da un punto di vista polveroso”. Tutto quello che hanno trovato in Federico Carle, vincitore del primo premio con un lavoro sulla figura eclettica di Franco Martinengo, affezionato cugino di primo grado di Papa Francesco, designer storico della Pininfarina che ha progettato la Lancia Aurelia de “Il sorpasso” di Dino Risi, nonchè abile pittore. “Sono partito dal fatto di cronaca della vendita della Pininfarina per raccontare questo personaggio molto interessante, scoperto lavorando alla sua mostra a Cerreto d’Asti, che speravamo il Papa visitasse”.

Non di storie ha parlato Andrea Di Salvo ma di tecnologia e innovazione, altro valore ricercato dalla giuria: “Tra i vari stand della Wearable Tech Torino -dice Di Salvo- mi sono interessato al device sviluppato dall’istituto superiore Mario Boella, in grado di migliorare le condizioni di sicurezza degli operai di una fabbrica. Ho cercato di pormi dalla parte del lettore in un modo abbastanza interessante. Col tempo ho coltivato la passione per la scrittura cercando di essere un buon osservatore e ho capito che spesso mancano i ponti tra scienza e giornalismo. Credo che questo premio possa rappresentare un incentivo per continuare sulla strada della divulgazione scientifica”.

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