Protesta contro i tagli della Sanità: cori e striscioni sotto palazzo Lascaris

Sono decine di migliaia i medici ospedalieri e territoriali che hanno aderito allo sciopero di 24 ore indetto per oggi dalle sigle mediche nazionali. In Piemonte, la giornata di protesta è particolarmente sentita. La questione sanitaria in Regione costituisce, infatti, un caso nel caso. La giunta Chiamparino è l’unica a nord del Lazio a essere coinvolta in un piano di rientro. Il 22 ottobre, in occasione della seduta per la parifica del bilancio, la Corte dei Conti aveva certificato un disavanzo pari a 5,75 miliardi di euro. Una voragine che in gran parte sarebbe dovuta alla cattiva gestione di 3 miliardi girati dal governo al sanità locale, perché pagasse i debiti ai fornitori.

“A causa di oltre un decennio di gestioni scellerate, la Sanità regionale è stata affossata e umiliata”, ha dichiarato il presidente regionale di Anaao Assomed, Mario Vitale, che in un comunicato ha lamentato le condizioni in cui i medici sono costretti a lavorare per organici insufficienti e turni di lavoro massacranti.

A causa del blocco dei contratti e del turnover, questa mattina, i sindacati e le associazioni di categoria hanno costituito un presidio di fronte a palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale. I manifestanti, scortati da un cordone di agenti in assetto antisommossa, hanno rivendicato pacificamente l’apertura di un tavolo di trattative. “Siamo qui per chiedere un stop contro i tagli alla sanità – ha dichiarato Giuseppe Di Clemente, rappresentante sindacale dell’Ospedale Mauriziano -. I tagli della regione stanno comportando una diminuzione dei servizi per i cittadini”.

Al centro della polemica in particolare l’applicazione, a partire dal 25 novembre, della normativa europea (decreto 66/2003), in cui, all’articolo 7 si codificano le nuove norme relative all’orario di servizio del personale medico. Una legge che, dal punto di vista delle associazioni, rivoluziona i turni,  impone dei riposi forzati, crea dei cortocircuiti negli orari di lavoro e ulteriori sofferenze rispetto al problema della mancanza di personale.

“Facciamo troppi orari, troppi straordinari e questo mette a repentaglio il personale medico e la salute dei pazienti. Sono ormai sei anni che dobbiamo confrontarci con la continua riduzione del personale, quando in realtà abbiamo bisogno di nuove assunzioni”.

Dello stesso avviso il coordinatore della sanità Città metropolitana di Torino e canavese, Calogero Messina. “Il tavolo delle trattative è aperto, ma per ora va a singhiozzo – spiega, tra una selva di striscioni e bandiere colorate-. Sappiamo che i tagli devono essere fatti, ma chiediamo un maggiore coinvolgimento dei sindacati. Anche perché, in futuro, saranno loro a dover gestire le conseguenze”.  

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