Agenzia dell’entrate, protestano i lavoratori. Arriva la solidarietà di Fassino

Esasperati. Si definiscono così i lavoratori dell’Agenzia dell’entrate di Torino. Stamattina in 150 si sono riuniti in assemblea nella sede di via Paolo Veronesi, dopo che nella notte tra sabato e domenica un proiettile ha forato una vetrata al primo piano della palazzina, situata in zona Lucento-Vallette, fermandosi circa quaranta metri dopo. È arrivato pure il messaggio di solidarietà del sindaco, Piero Fassino. “È stata l’occasione per accendere i riflettori sulla nostra situazione e per chiedere miglioramenti al sistema di sicurezza” spiega Alberto Tulino, uno dei dipendenti.
Lo sparo è l’ultimo episodio di una lunga serie di intimidazioni: un allarme bomba all’ufficio di via Padova, le pietre lanciate dai forconi contro la sede di corso Bolzano e le minacce con il coltello a due lavoratrici di via Sidoli.
“Siamo esasperati, il clima è pesante – continua Alberto Tulino – noi paghiamo il malessere diffuso contro la malapolitica, ma facciamo soltanto il nostro lavoro. Spesso non si capisce che è proprio grazie al nostro impegno, riscuotendo i contributi, che tante attività, dalla scuola ai servizi sociali, possono andare avanti. Va anche detto che a questa situazione hanno contribuito posizioni come quelle di Brunetta. Darci dei fannulloni è ingiusto e pericoloso”.
Per i sindacati la soluzione è chiara: va iniziata una efficacia campagna di informazione sul ruolo e sui risultati ottenuti dai lavoratori nella lotta all’evasione fiscale.
Si sentono sotto pressione i lavoratori dell’Agenzia dell’entrate: “Siamo vittime di colpe non nostre” ripetono tutti.

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