Punti di vista: una casa per tutti o per “tutti i cittadini”?

Prima regola della comunicazione politica? Colpisci alla pancia!

Chiedo asilo anch’io”, infatti, è il titolo provocatorio ma efficace dell’iniziativa che la Lega Nord ha presentato nel corso di una conferenza stampa a Palazzo di Città, presso la Sala Matrimoni.

La Lega si unisce a tutti quei cittadini che percepiscono come uno scandalo il fatto di perdere la priorità sulle case popolari in favore degli stranieri – sostiene l’ex presidente della regione Piemonte Roberto Cota – Per questo sabato 11 e domenica 12 marzo la Lega sarà presente con una raccolta firme in tutte le principali piazze del Piemonte, con la quale vogliamo sensibilizzare i cittadini sulla questione proponendo loro di simulare una richiesta d’asilo. Sarà l’occasione per parlare finalmente di politiche d’immigrazione.”.

In virtù dell’art.3 comma 2 della Costituzione, lei non crede che il diritto ad una casa possa essere un modo per integrare gli stranieri, evitando frizioni sociali e a prescindere dalle culture di provenienza e dagli esempi negativi?

Io credo che il compito primario dello Stato dovrebbe essere garantire una degna abitazione innanzitutto ai suoi cittadini. Se un Paese non riesce a garantire i propri cittadini, come fa a dispensare case agli stranieri?”.

Ma il criterio principale per l’assegnazione è reddituale, non legato alla cittadinanza

Dobbiamo prendere una posizione chiara. O decidiamo di non tutelare i nostri cittadini e lasciamo che il territorio venga “occupato”, lasciando che si instauri un sistema in cui il cittadino onesto è bastonato e lo straniero ha tutte le garanzie possibili, (come già oggi possiamo notare con la crescente islamizzazione della società),oppure poniamo fine a questa finzione e cominciamo ad attuare una politica che, senza discriminare gli immigrati, stabilisca però dei doveri e affermi alcuni capisaldi prima di riconoscere dei diritti. Bisogna ribadire che noi qui abbiamo un sistema di regole che va rispettato, perciò chiunque arriva deve adeguarsi. Inoltre dobbiamo finalmente stabilire che deve entrare qui solo chi ha un lavoro, chi possa sostentarsi legalmente e pagare le tasse.”.

Dalle sue parole si potrebbe dedurre che invece ogni italiano abbia un lavoro

No infatti. Se fossimo in un’altra epoca storica, di prosperità e pieno impiego, potremmo pensare a una politica dell’immigrazione diversa.”.

Con gli anni, il Piemonte si è distinto fra le regioni del Nord come un esempio virtuoso di integrazione. Come interpreta questo dato?

Non si tratta di un regresso. Noi abbiamo portato avanti negli anni di governo la vera integrazione, sana, non quella finta. La sinistra è confusa e usa a sproposito la parola integrazione. Facciamo un esempio semplice: io ho una casa e in cui c’è una stanza vuota. Quante persone potrò ospitare? Due, non certo cinquanta. Pensiamo solo all’ ex-Moi. Fra mille difficoltà, la Lega ha sempre portato avanti l’idea della residenza come criterio portante. Priorità alla nostra gente!”.

Ma, dunque, sintetizzando, cosa ci sta dicendo esattamente?

Si deve andare sempre più verso una restrizione dell’accesso.”.

Pensa davvero che ci siano i presupposti costituzionali per farlo?

Io penso di si perché, per contro, adesso si assiste ad una discriminazione al contrario. Ma se vuole posso portarle anche l’esempio di altri paesi”.

Che ne dice della Germania? Lì c’è la più grande comunità di Turchi europea perfettamente integrata.

Io mi soffermerei più sull’esempio degli stati Uniti. Provi lei a chiedere l’assistenza sanitaria pubblica estesa a tutti in quel paese. Non mi pare che siano un esempio di civiltà in materia d’immigrazione nemmeno ora con i Democratici”.

Anche se adesso c’è un Congresso a maggioranza repubblicana?

Sì, perché mi sembra che nei due mandati Obama non abbia cambiato molto le cose. Le misure per accedere al mercato del lavoro per uno straniero sono rigide e io lo so perché molti giovani scappano da qui”.

Come commenta le affermazioni di Matteo Salvini?

Bisogna dire le cose chiaramente, altrimenti la gente viene sballottata. E il linguaggio chiaro non può che portare ad una posizione politica che coincida con la chiusura dei campi rom, senza se e senza ma”.

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