Il punto della CGIL sulla contrattazione sociale territoriale

In questo periodo di crisi economica persistente, a che punto sono le dinamiche di contrattazione sociale territoriale in Piemonte? Ne hanno discusso questa mattina i membri della Cgil Piemonte presso la Sala Pia Lai, dove son intervenuti Claudio Stacchini, Segretario alle politiche contrattuali della Cgil Piemonte, Andrea Ballarè, sindaco di Novara e presidente dell’Anci regionale e Francesco Montemurro, dell’associazione Ires.

La contrattazione sociale riguarda il cosiddetto reddito differito, ovvero tutte quelle misure supplementari come i servizi, che il sindacato è in grado di difendere attraverso la contrattazione con gli enti locali. In mezzo alle tante difficoltà lamentate dal sindacato, figurano però alcuni risultati portati avanti dal Governo, come il nuovo ISEE.

“Avevamo chiesto di riformare il vecchio sistema diventato un colabrodo, che permetteva agli evasori di infilarsi nel meccanismo previdenziale attraverso le autocertificazioni – afferma Stacchini – si pensi che 2 miliardi di agevolazioni sono finite in mano agli evasori.”.

Complice delle difficoltà trovate dal sindacato anche il mancato allentamento del patto di Stabilità dei comuni, che impone di destinare parte dei tributi a colmare il debito contratto negli anni passati “Quando i comuni mettono in mano ai servizi, si è alla frutta e viene meno quel consenso cittadino utile a governare una città.” ha sostenuto Ballarè, difendendo l’azione degli enti locali alla luce dei dati diffusi dalla Corte dei Conti, secondo cui nel 2013 i comuni piemontesi avevano un impegno di risparmi pari a 205,4 milioni di euro, ma sono riusciti ad incamerarne ben 306. “Bisogna consentire sempre più a chi è in grado di pagare le tesse di poterlo fare e a chi no può di esserne esentato”. Ha concluso Ballarè.

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