Quel cinguettio che ti cambia il voto

Si chiamano swing voters, letteralmente elettori altalenanti. In America gli elettori cambiano schieramento con facilità e, a giudicare dal cambio di colore politico dei vari governi nazionali, anche in Europa il fenomeno sta prendendo piede. Ma quanto sono influenti i social network  nella solitudine dell’urna?

Gli esperti di Obama sono convinti che la comunicazione diretta con i cittadini abbia un effetto stabilizzante perché twitter e facebook risultano senza filtri e trasparenti. Negli aggregatori sociali è fondamentale che la proposta elettorale sia coerente. Non c’è nulla di più facile che essere sbugiardati online.

In Italia è necessario adeguarsi al lessico della rete e abbandonare le “sbobbe propagandistiche” velatamente profuse su giornali e tv.
Non si può evitare di coinvolgere Beppe Grillo nel dibattito, lui che, sin da principio, ha preferito i nuovi canali di comunicazione per conferire coi followers e coinvolgerli poi nel movimento Cinque Stelle, esempio moderno di rivolgimento civile dal basso.
Quanti voti sposterà twitter?
Il tema è stato al centro di un dibattito discusso all’Università Statale di Milano. Si è parlato di come la diffusione immediata di un punto di vista, una smentita, un’idea, non possano essere ignorate dai candidati al Parlamento.
Twitter per comunicare direttamente con il candidato-premier, seguirne le proposte e in base a queste scegliere a chi assegnare il proprio voto, non è uno strumento unilaterale ma un mezzo efficace per migliorare il rapporto tra cittadini e istituzioni e ridurre la distanza, sempre più profonda, tra elettori e res publica.

 

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