Regione Piemonte: la “Fraternità” nuovo principio dello Statuto

La Regione Piemonte vuole modificare il primo articolo dello Statuto per inserire la fraternità come principio fondamentale. Lo ha annunciato il presidente regionale Mauro Laus nella sala rossa di Palazzo Civico durante l’incontro “Islam: Radici, fondamenti e radicalizzazioni violente, le parole e le immagini per dirlo”.

“Fraternità e laicità sono la più alta protezione contro gli estremismi perché permettono la libera diffusione della pluralità religiosa – ha detto Laus –. I politici devono credere in questi valori prima di difendere la propria appartenenza ad un determinato gruppo”. Il comune di Torino, rappresentato dal presidente Silvio Magliano, ha risposto positivamente alla proposta, confermando anche la modifica del proprio statuto.

“La lotta al terrorismo si vince con iniziative comunitarie che isolino qualsiasi forma di infiltrazione dell’illegalità”. Così il sindaco di Torino Piero Fassino ha presentato il progetto didattico promosso dalla commissione Legalità del capoluogo piemontese in collaborazione con il Ce.Se.Di (il centro servizi didattici della città metropolitana). “Il fenomeno di terrore matura se trova spazi e luoghi nella società – sottolinea Fassino -. Insieme all’assessora alle Pari opportunità Ilda Curti ho incontrato la scorsa settimana i capi delle comunità islamiche, che contano circa 30-40 mila persone, di cui 4 mila cittadini italiani di fede musulmana. In quell’occasione abbiamo stretto un patto di condivisione tra i centri islamici e la nostra città”.

L’assessora ha evidenziato come l’iniziativa partita oggi sarà un primo passo verso la sistematizzazione di questo accordo: “Torino assumerà princìpi comuni per coordinare le attività religiose e non”.

Questo percorso didattico si sviluppa durante tutto l’anno scolastico con incontri di due ore, in cui uno o più relatori presentano alle scuole richiedenti temi che ruotano attorno a concetti come “Terrore e Terrorismo”, “Religione e fondamentalismo” “Migrante e spazio” e così via. L’obiettivo è quello di creare un’opportunità di dialogo tra studenti e docenti di diverse fedi religiose.

“Partiamo da un contesto scolastico – ha spiegato il sindaco – per mettere in campo un’azione che promuova e radichi la cultura della convivenza e del riconoscimento dei diritti e dei doveri”.

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